Il mondo “scaramantico”di Marco De Tullio: chi è il nuotatore pugliese

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Nell’Italnuoto tra le più forti di sempre, c’è anche Marco De Tullio. Nato a Bari il 21 settembre del 2000 il duecentista è uno degli atleti su cui puntare per i prossimi anni. In tasca una medaglia all’Europeo nella staffetta e la partecipazione ai Giochi Olimpici di Tokyo.

Marco De Tullio mentre si tuffa in acqua. Ph. Credit: Italia Team

Gli inizi di Marco De Tullio nella sua Bari

Marco De Tullio, insieme al fratello minore Luca, è letteralmente cresciuto in acqua. Nella sua Bari, nel quartiere Palese, ha iniziato a dare le prime bracciate con il CUS. Come spesso accade, quello sport in cui il cloro diventa quasi una seconda pelle, l’ha conquistato. Alle spalle un papà orgoglioso, che in un’intervista a Repubblica, spiegava: “Vi assicuro che non hanno preso da me. Io giocavo a pallamano, a Modugno, ed ero anche bravino, al punto da meritarmi la convocazione in Nazionale”. Luca è mezzofondista e da tener d’occhio c’è pure il piccolo di casa Andrea che si divide tra stile libero come i fratelli e dorso.

L’acqua da sempre è così nel destino dei due e di Marco che nel 2018 ha iniziato a farsi strada in corsia conquistando il pass per i Giochi Olimpici giovanili di Buenos Aires dove ha portato a casa un argento nei 400 stile libero e due bronzo negli 800 stile libero e nella staffetta 4×100. Oggi De Tullio senior, che predilige 200 e 400 stile, vive a Roma (allenato da Christian Minotti stesso coach della Quadarella): in Puglia, come ha fatto presente più volte l’altra campionessa Benedetta Pilato, non ci sono vasche da 50 m. Difficile lavorare così e allora il nuotatore delle Fiamme Gialle ha scelto, per realizzare qualcosa di grande, la capitale. Tra i risultati più importanti l’argento nella 4×100 vinta agli Europei di Roma del 2022. Nel mirino ha gli Assoluti e i Mondiali di Fukuoka (14 – 30 luglio) prima di mettere la testa su Parigi 2024. Nel curriculum c’è già la partecipazione a Tokyo 2020: in quella occasione fu il primo pugliese a centrare la qualificazione.

De Tullio insieme ai compagni di Nazionale, argento agli Europei di Roma. Ph. Credit: Andrea Staccioli / DBM

Non c’è solo il nuoto: l’arte i tatuaggi e la scaramanzia

Nonostante i tanti allenamenti e le giornate fitte il mondo di Marco De Tullio racchiude tanto altro. Con ironia lo stesso pugliese ha svelato alcune passioni e interessi a #CallMeDao, nuovo format ideato da DAO Sport.

Sorridente, simpatico e spontaneo come tanti colleghi sportivi e non solo ha cinque tatuaggi e tre piercing. Spiccano quello dei cerchi olimpici e la parola equilibrio. Del resto è tutta questione di “balance” soprattutto a certi livelli dove la tranquillità anche mentale è spesso troppo trascurata. Forse proprio per questo non lascia nulla al caso. La scaramanzia è molto importante con un rituale pre gara. Tanti i gesti da fare prima di scendere in acqua: scrocchiare il collo per ben due volte, indossare il costume che ha toccato prima della gara e guardare il nome sul blocco di partenza.

Tra i suoi idoli c’è il pilota di F1 Lewis Hamilton. Proprio un casco indossato dallo sportivo si collega a un’altra passione come quella per l’arte. Ama, infatti, Daniel Arsham, di cui ha anche una opera e che ha realizzato un casco speciale per il britannico.

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