Giro d’Italia, gran finale nella capitale e sguardo al futuro

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La sfilata ai Fori Imperiale chiuderà il Giro d’Italia che inizierà il 6 maggio e vedrà la fine il 28 dello stesso mese. Torna la cronoscalata e arriva la svolta green con le ciclabili

Giro d’Italia tra passato e futuro

Saranno quasi 3500 i chilometri da percorrere per indossare la maglia rosa. Quest’anno chi la porterà indosso lo farà a Roma, sfilando ai Fori Imperiali. Dovrà farlo dopo 21 tappe, di cui 7 di montagna con altrettanti arrivi in salita, compresa la cronoscalata del Monte Lussari che ritorna in questa 106esima edizione del Giro d’Italia. Saranno tre le corse a cronometro. Il totale del dislivello è di 51.300 metri da aggiungere ai 3.448,6 chilometri totali. Questo è quanto porterà il vincitore ad arrivare nella tappa finale partendo dall’Abruzzo. L’ultima volta che si partì da qua era il 2001. Un solo sconfinamento previsto in Svizzera. Qui, l’arrivo in salita a Crans Montana che avrà nella tappa la Cima Coppi di questo Giro: il Colle del Gran San Bernardo con i suoi 2.469 metri.

Saranno tre settimane di sport in cui vengono toccati i posti più belli d’Italia, ambiti e visitati da tutto il mondo. Patrimoni dell’umanità che vedranno insieme bellezza del paesaggio e sport agonistico. La bellezza del Giro d’Italia: lo sport tradizionale che però di unisce alla modernità. Infatti, la grande novità è il carattere green e sostenibile di questa edizione. Tutto si evolve e così anche la tradizione. Lo storico Giro d’Italia si adatta alle esigenze dei tempi. Molti chilometri verranno percorsi nelle piste ciclabili, le strade del presente e ancora di più del futuro. L’evento sportivo diventa occasione per veicolare un messaggio di sostenibilità. In tempi duri per il nostro pianeta.

Cenni storici e geografici

La prima parte sulla Ciclovia dei Trabocchi è interamente pianeggiante. Diventa più ondulata la seconda tappa che segue tutta la costa a scendere fino alla Basilicata dove iniziano i dislivelli. La quinta tappa e la sesta sono per le ruote veloci e per la gioia degli occhi. Si risale in Campania. Dopo arriva il primo grande dislivello con il Gran Sasso d’Italia, si raggiungono i 4000 metri. Dopo arriva una tappa mossa con i muri delle Marche a decidere il finale. La prima settimana si chiude in pianura. Si riprende passando all’altra costa italiana. C’è la Bra-Rivoli: tappa mista caratterizzata dal trittico collina-pianura-montagna. Dopo Rivoli c’è la tappa svizzera. Poi Bergamo. Poi si riposa.

E’ dopo questo secondo giorno di riposa che si parte per il gran finale. Si costeggia il Gardaper raggiungere il Trentino a Riva del Garda. Quindi prima della Val di Zoldo c’è una tappa pianeggiante che fa rifiatare prima del tappone dolomitico. Al Passo Tre Croci e Tre Cime di Lavaredo il dislivello diventa di 5400m. Cronometro individuale estremamente impegnativa quella da Tarvisio al Monte Lussari con 1050 mt di dislivello. Era il 1909 quando il Giro d’Italia percorse per la prima volta i tragitti della nostra nazione. Le tappe erano 8 e gli atleti 127. Il traguardo era Bologna. Quest’anno, per la quinta volta, per usare un proverbio “tutte le strade (o le tappe) porteranno a Roma.”

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