Doping, una contraffazione morale – Respinto dal Tas il ricorso di Quintana

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E’ stato estromesso dal Tour de France 2022 Nairo Quintana per essere considerato colpevole di aver assunto sostanze dopanti. Il suo ricorso dopo le accuse è stato respinto. Questo torna a far parlare di doping nonostante da quel lontano 18 gennaio 2013 i controlli siano molto severi

Doping, ci risiamo

Il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna ha respinto il ricorso del ciclista colombiano Nairo Quintana confermando la decisione emessa dal direttore sanitario dell’Union Cycliste Internazionale (federazione internazionale ciclismo), ovvero l’estromissione dalla classifica del Tour de France 2022. L’atleta ha violato le regole mediche Uci. Nel luglio 2022, Nairo Quintana ha partecipato al Tour classificandosi sesto nella classifica generale. Tuttavia, analisi di laboratorio di due campioni di sangue essiccato da lui forniti hanno rivelato presenza di tramadolo (oppioide sintetico, antidolorifico) e dei suoi due principali metaboliti.

Il 26 agosto, Quintana aveva presentato ricorso al Tas chiedendo l’annullamento della decisione del settore medico dell’Uci. Oggi la comunicazione della sentenza da parte del Tas. Attualmente Quintana è alla ricerca di una squadra per il 2023. Lo stesso colombiano era stato coinvolto dopo il Tour 2020 in un’altra storia di presunto doping: la sua squadra aveva ricevuto la visita dei gendarmi, su richiesta del Tribunale di Marsiglia, durante un giorno di riposo sulle Alpi. Quella vicenda però non è mai sboccata in una vera e propria vicenda giudiziaria.

Quella rivelazione dell’imbroglio che cambiò il corso delle cose

Così la sacralità dello sport e dei suoi valori viene sporcata dai suoi stessi miti, che diventano anti miti. Il ciclismo è lo sport più sporcato dal doping. L’ UCI ( Unione Ciclistica Internazionale) insieme alla Wada ( Agenzia Mondiale Antidoping) dichiarano una guerra al doping soprattutto dopo alcuni emblematici casi di eroi dello sport. Era il 18 gennaio 2013 e il mondo si svegliava con una notizia shock nel mondo sportivo: l’ex ciclista Lance Armstrong aveva confessato per la prima volta l’uso di sostanze dopanti. Proprio lui, l’americano, nominato “Sua Maestà”, che aveva vinto 7 Tour de France dal 1999 al 2005, lo aveva fatto attraverso una contraffazione morale.

Nell’immaginario dei tifosi italiani, Armstrong viene ricordato soprattutto per il duello al Tour del 2000 contro il nostro indimenticato e indimenticabile Marco Pantani. «Questo non è normale, io pedalo forte, ma lui va troppo, non è possibile» disse a fine gara il “pirata”. Lo disse al suo direttore sportivo Giuseppe Martinelli alimentando ancora di più ombre e sospetti sulla carriera sportiva di Lance Armstrong. Quella rivelazione rappresenta uno spartiacque nel ciclismo. Da quel momento l’UCI ha definito delle regole molto dure sull’ utilizzo di certe sostanze, punendo gli atleti colpevoli di essersi dopati con sospensioni molto lunghe. Negli ultimi anni sono aumentati in modo esponenziale i controlli, molti di questi vengono effettuati a sorpresa e anche di notte.

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