I dati sovrastano i procuratori: la nuova tendenza nel calcio

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Il calcio è inflazionato dalla presenza dei procuratori che sono diventati il fulcro dei rapporti tra società e calciatori. Spesso attirano l’attenzione su di loro, riducendo la libertà di decisione degli atleti. Un ruolo che si è drasticamente sovradimensionato ma che potrebbe subire una battuta d’arresto. Alcuni giocatori hanno, infatti, deciso di fare a meno dei procuratori, avvalendosi di dati statistici, attraverso dei team di data Analyst. Una rivoluzione che potrebbe ribaltare i ruoli, dando sempre più potere ai giocatori.

Il caso De Bruyne e il confronto con Romagnoli

L’esempio perfetto riguarda il rinnovo contrattuale di Kevin De Bruyne con il Manchester City. Il fenomeno belga ha rinnovato con i citizens fino al 2025 ma per raggiungere l’accordo col club non ha fatto affidamento su un agente, bensì su un team di data Analyst. Attraverso numeri e dati statistici ha dimostrato la sua centralità all’interno del club inglese, spingendo la società a riconoscergli un ruolo fondamentale nella squadra e di conseguenza uno stipendio da 24 milioni l’anno. Un’iniziativa che, se seguita, porterebbe ad una rivoluzione nel mondo del calcio, in quanto eliminerebbe il potere dei procuratori, ridando centralità ai calciatori, i veri attori protagonisti del gioco.

Alessio Romagnoli sembra aver preso l’esempio di De Bruyne, almeno in parte. Il difensore italiano sta trattando il suo rinnovo con il Milan senza la totale presenza del suo agente, Mino Raiola. Il giocatore sarebbe disposto a ridursi l’ingaggio da 6 a 3,5 milioni di euro a stagione e anche se non si tratta di un veto esplicito, società e calciatore non stanno facendo leva sul ruolo del super procuratore italo-olandese, colui che ha spinto Donnarumma al trasferimento a Parigi, incrinando i rapporti con il Milan. Certamente lo status di Raiola non è di poco conto ma la tendenza di Romagnoli a trattare senza la spinta del proprio agente è un segnale che qualcosa, nell’approccio dei calciatori, sta cambiando.

I pareri di date Analyst e procuratori

Esistono pareri discordanti sull’utilizzo dei dati e sull’indipendenza dei calciatori dagli agenti. “Credo che gradualmente inizieranno a farlo in tanti”. E’ sicuro Antonio Cilfone, direttore tecnico di FootData (piattaforma online che studia i dati relativi ai giocatori): “I dati sono importanti, danno forza ai giocatori per dimostrare la loro reale importanza, come un vero e proprio strumento di supporto personale. Allo stesso tempo anche le società si stanno affacciando a questo mondo per valutare il reale impatto di un calciatore all’interno della propria azienda. Credo che vedremo questa tendenza sempre più spesso”.

Abbiamo fatto due chiacchiere anche con l’avvocato e procuratore Alessandro Moretti per comprendere meglio anche il punto di vista degli agenti: Credo che dipenda da caso a caso. Se sei De Bruyne è tutto più semplice“. Moretti, però, aggiunge: Ritengo sia difficile pensare che i ragazzi giovani che si affacciano al calcio professionistico possano fare a meno di un procuratore. Ovviamente ogni atleta è libero di farsi o meno assistere da un agente. I dati statistici possono essere utili ma dipende sempre dall’impatto che hanno“. Sul caso Romagnoli aggiunge: “Credo che Romagnoli abbia voluto evitare tensioni tra la società rossonera e Raiola, visti i rapporti non idilliaci tra le parti”. Il tema calciatori-procuratori e l’inserimento dei dati statistici nelle trattative con le società rimane un argomento caldo che sicuramente continuerà ad avere degli sviluppi.

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