Dall’olimpo del calcio all’Al-Nassr, il decadentismo di Cristiano Ronaldo

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Dopo rumors e smentite, ecco l’ufficialità. Cristiano Ronaldo è un nuovo giocatore dell’Al-Nassr. Il portoghese, tra i migliori calciatori di sempre, ha firmato con il club arabo un contratto assurdo fino al 2025 e prolungamento al 2030. Infiniti milioni per tenere stancamente in vita un Ronaldo ormai in declino. Cri, ma che fine hai fatto? Il decadentismo di CR7.

Cristiano Ronaldo con la sua nuova maglia numero 7
Cristiano Ronaldo con la sua nuova maglia numero 7

Un miliardo in 7 anni. Ma ne vale veramente la pena?

Non servono preamboli quando si parla di Cristiano Ronaldo, basta citare qualche numero: 819 gol in carriera, 5 palloni d’oro e 5 Champions League. Uno dei più grandi di sempre, è indubbio, capace di spostare ‘oceani di milioni’ e condizionare miliardi di ‘appassionati pallonari’. Non a caso è la persona più seguita al mondo sui social. Eppure, anche la ‘macchina perfetta CR7’ è destinata al declino. Dopo anni da protagonista assoluto, toccando vette mai raggiunte, il ‘bel Cristiano’ è sul viale del tramonto. Lui non lo ammetterà mai, d’altronde la sua carriera è stata da sempre costruita sulla chiarissima equazione “Io sò io e voi non siete un cappero”. I segnali del decadentismo di CR7 erano chiari da tempo. Già nell’ultimo anno al Real, il fisico non reggeva più i ritmi dei 20 anni. Raggio d’azione ridotto, km centellinati e spostamenti confinati nell’area di rigore. La Champions vinta nel 2017 e gli scudetti con la Juventus hanno mascherato l’inevitabile tramonto.

Con ‘il nemico Sarri’ e con Pirlo, Cristiano non era più il cannibale degli anni d’oro. Il suo proverbiale strapotere fisico, nelle ultime stagioni, non l’ha assistito. Questo l’ha innervosito. La ricerca delle zone di campo dove un tempo si sentiva ‘Superman’ (ala lungo la fascia con skill annesse) testimoniava il suo desiderio di fermare il tempo. “Posso ancora essere CR7”, no Cri, non sei invincibile. Il corpo prima o poi perde colpi. Si chiama ‘calo fisiologico’. Con il Manchester l’apice del decadentismo, tant’è che in molti hanno gridato “Salvate il soldato Cristiano”. A salvarlo ci hanno pensato gli sceicchi arabi, quelli dell’Al-Nassr, club che milita nella Saudi Premier League. Contratto titanico: 200 milioni per due anni e mezzo fino al 2025, più altri 5 anni a 500 milioni ricoprendo il ruolo di ambasciatore del calcio arabo. Vale la pena guadagnare 1 miliardo in 7 anni per segnare gol in un campionato così scadente? Meritavi la fine che spetta ai grandi, ma forse ‘l’azienda CR7’ è troppo costosa ed orgogliosa per accettare una panchina a 38 anni.

il decadentismo di Cristano Ronaldo
Le lacrime di Cristiano Ronaldo

Il decadentismo di Cristiano Ronaldo: perché vederlo con quella maglia ‘giallo-blu’ nel campionato del nulla ci farà male?

Chi ama il calcio, apprezza ed ammira le giocate dei campioni senza tempo e Cristiano Ronaldo è stato uno di questi. Forse risulterà antipatico, spocchioso e ‘prima donna’, ma che abbia riscritto la storia di questo sport è indubbio. Vederlo sfrecciare a mille all’ora lungo le fasce dell’Old Trafford ha entusiasmato migliaia di tifosi. Correre ad abbracciare Ferguson dopo la Champions League vinta con lo United ha emozionato. Il passaggio milionario al Real degli alieni ha fatto storia. Tra palloni d’oro e record a raffica, la sua leggenda è cresciuta. I trionfi con il Portogallo lo hanno reso eroe nazionale. Le guerre calcistiche con Messi non troveranno mai pace, ma saranno belle per questo anche tra 50 anni. Eppure questa triste fine nella terra dei cammelli e del deserto non ci voleva proprio. Perché parliamoci chiaro, segnare caterve di gol nel campionato delle ‘figurine arabe’ non ha alcun senso per un fuoriclasse come CR7, se non altro quello di guadagnare centinaia di milioni.

Non prendiamoci in giro, vederlo con la maglia ‘giallo-blu’ dell’Al Nassr farà male a chi ama il calcio. Farà male perché non è la fine che meritava un campione, ma è la fine che si è cercato. Non accettare i cambiamenti del tempo, la caducità del proprio fisico, il fatto di non essere più il “SIUUUUUM” che spaccava le porte, gli hanno offuscato la vista, impedendogli di vedere e capire che forse era il momento di accontentarsi. Di dire “Ho fatto abbastanza. Tra record, vittorie, trionfi e gol, è giusto lasciare la migliore immagine di me, senza rovinarla”. Invece CR7 ha voluto anche essere grande tra i piccoli. Ma che senso ha ‘essere grande tra i piccoli’ quando già sei stato gigantesco tra i grandi? Che senso ha diventare il re di un campionato ‘ridicolo’ quando sei stato imperatore di mezzo mondo? Di certo un po’ il cuore piangerà quando lo vedremo segnare con quella nuova maglia.

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