Cosa ci ha lasciato la fase a gironi di Champions League

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Con ben 1 mese e quattro giorni d’anticipo sulla tabella di marcia dello scorso anno, è terminata la fase a gironi della Champions League 2022/23. A pochi giorni dall’inizio del Mondiale in Qatar, i club hanno messo da parte il loro impegno più importante. Non sono chiaramente mancate le sorprese, dall’eliminazione dell’Atletico Madrid, fino al secondo posto del PSG. Tutto nella norma però quando a giocare sono le stelle della Champions, non della Superlega.

L'esultanza del Napoli per il gol all'Amsterdam Arena contro l'Ajax
L’esultanza del Napoli per il gol all’Amsterdam Arena contro l’Ajax

Montagne russe italiane

Partiamo dalla fine. Tre squadre qualificate agli ottavi. Un dato che potrebbe far presumere serate tranquille per le squadre nostrane. Nulla di più sbagliato. A meno che non siate nati presumibilmente in provincia di Napoli perché la squadra di Spalletti è caduta solo ad Anfield, per colpa delle spalle grosse di Ostigaard (gol dell’1-0 annullato per 3cm di fuorigioco). Percorso analogo invece per le milanesi che hanno chiuso il girone al secondo posto con 10 punti in classifica. Ottime prestazioni dell’Inter che in un girone di ferro con l’armata Bayern e il ricco mendicante Barcellona, è riuscita a non capitolare. Due risultati di prestigio, entrambi con i blaugrana.

Ottavi conquistati anche dal Milan. I rossoneri hanno ritrovato la fase ad eliminazione diretta della Champions League dopo 9 lunghi anni, un’attesa infinita per un club che sente questa competizione come casa propria. Poi la Juve: i bianconeri meriterebbero quasi un capitolo a parte. Terzo posto con tre punti in classifica. Qualificazione ai playoff (non facili) di Europa League conquistati per differenza reti a discapito del Maccabi Haifa. Su 6 partite giocate, una sola vittoria, allo Stadium, proprio contro la formazione israeliana. Tredici gol subiti, peggio solo l’immancabile Maccabi (21), il Celtic, l’Ajax e i Rangers che hanno incontrato la furia degli azzurri di Spalletti, e il Victoria Plzen. “Ma sui cadaveri dei leoni festeggiano i cani che i leoni…” Vabbè avete capito. Andiamo avanti.

Il rammarico di Lewandowski dopo il pareggio con l'Inter durante la fase a gironi Champions League
Il rammarico di Lewandowski dopo il pareggio con l’Inter durante la fase a gironi Champions League

Il crollo delle spagnole

Il format funziona. Partiamo dalla fine. Una sola squadra qualificata agli ottavi, Il Real Madrid nonostante gli 0 gol segnati da Benzema (prima volta in carriera dopo 17 stagioni). I Blancos però sono un club iscritto di diritto alla fase ad eliminazione diretta. Stessa etichetta che dovrebbe essere affibbiata anche al Barcellona. Gli anni d’oro però sono ormai passati da tempo e l’all-in di Laporta non è bastato. Circa 1 miliardo di euro incassato, tra la cessione di parte dei propri diritti televisivi per i prossimi 25 anni e la sponsorizzazione con Spotify. Il presidente ha affidato la guida al “profe”, l’idolo di casa, Xavi Hernandez, ma nemmeno questa cura sembra essere servita ad una squadra arricchita dagli acquisti di Raphinha, Kessie, Christensen, Kounde e Lewadowski. Il bomber polacco è arrivato all’aeroporto El Prat con un bagaglio pieni di 91 gol nella competizione, inutili però se a mancare sono entusiasmo e determinazione. Barcellona per il secondo anno consecutivo in Europa League. Maledetto tempo.

Tra gli “squali” nominati da José Mourinho, ovvero le corazzate fallimentari della stagione, non possiamo non citare il Siviglia. La barca Monchi sta iniziando ad affondare e il cambio di timoniere, con rotta invertito dal gioco di Lopetegui alla “garra” di Sampaoli, non sembra sortire gli effetti sperati. Poi c’è l’Atletico Madrid del Cholo Simeone, l’allenatore più pagato del mondo. Cinque punti conquistati, appena 5 gol segnati. Con questi numeri non puoi che essere fuori da ogni competizione europea ma l’ultima chance era anche arrivata. I colchoneros però sono caduti dagli undici metri, proprio nei minuti finali, il marchio di fabbrica del tanto decantato cholismo, all’ultima giornata, davanti ai propri tifosi. In una partita che, nonostante la campagna fallimentare, avrebbe potuto quanto meno dare un barlume di speranza. Senza dimenticare anche i 218 minuti giocati da Joao Felix nelle 6 partite del girone, assurdo.

Il super gol di Haaland contro la sua ex squadra durante la fase a gironi Champions League
Il super gol di Haaland contro la sua ex squadra durante la fase a gironi Champions League

Sicurezze Inghilterra e Germania

Pochi dubbi da queste due nazioni. O meglio da queste due tipologie di sistema calcistico. Otto squadre squalificate su 9 partecipanti, 4 per parte. La pecora nera è il nuovo Bayer Leverkusen di Xabi Alonso. Una sorta di Luna Park per bambini in cui chi ha più di 32 anni (ce ne sono due), non può entrare. Eccezion fatta per l’allenatore, 40 anni (terzo più giovane della competizione). Il Bayern è l’unica a fare sei su sei. Diciotto punti e appena 2 gol subiti, entrambi contro il Plzen. Per i bavaresi varrebbe lo stesso discorso fatto per l’Inter, ma la squadra di Nagelsmann, almeno in Europa, è stata una macchina perfetta. Qualificazione ottenuta senza ansie invece da Dortmund e Lipsia che ha rischiato anche di soffiare il primo posto al Real Madrid. Al cardiopalma invece la qualificazione dell’Eintracht. I vincitori della passata edizione dell’Europa League hanno passato il turno grazie al neo arrivato Kolo Muani (già 6 gol e 9 assist in stagione) che ha ribaltato l’ultimo match contro lo Sporting, nel girone più pazzo di questa edizione.

Nel fantomatico gruppo C c’era anche il Tottenham che come da copione, passa per primo grazie ai gol di Lenglet e Hojbjerg sul difficile campo del Marsiglia. Passano da teste di serie anche Manchester City e Chelsea rispettivamente con 14 e 13 punti. Due strani 0-0 per Guardiola contro Borussia Dortmund e Copenaghen, sconfitta a Zagabria contro la Dinamo per la squadra del subentrante Potter. Non Harry, Graham. Qualificato anche il Liverpool che ha dovuto lasciare il trono del girone al tornado Napoli. I Reds di Klopp, se a maggior ragione non torneranno in corsa per il titolo, saranno una delle squadre da evitare assolutamente nell’urna 2.

Mbappé, Neymar e Messi festeggiano il gol del francese
Mbappé, Neymar e Messi festeggiano il gol del francese

Il resto del Mondo e i sorteggi

L’altra pallina scottante dell’urna di Nyon, sarà il PSG. L’atelier di Galtier, che tra i suoi membri vanta artisti del calibro di Mbappe, Neymar e Messi, ha chiuso al secondo posto. Davanti a loro il Benfica, la grande rivelazione, oltre al Brugge (secondo classificato nel gruppo dell’Atletico Madrid). Le aquile di Schmidt, oltre a demolire la Juventus tra andata e ritorno, non hanno mai perso (due pareggi con PSG). Il giusto mix tra giovani ed esperti rappresentati da Enzo Fernandez e Rafa Silva. Il Benfica però non è l’unica rappresentante del Portogallo perché dalla costa nel nord-ovest un biglietto per Nyon lo ha conquistato anche il Porto. Chi di giovani se ne intende, è sempre stato l’Ajax che nulla ha potuto contro Napoli e Liverpool e ripartirà dall’Europa League. Fuori da tutto restano il Marsiglia di Tudor, il Maccabi Haifa, Copenaghen, Celtic, Dinamo Zagabria e Plzen.

Il sorteggio degli ottavi di finale si svolgerà il prossimo 7 novembre, alle 12, presso la Casa del Calcio Europeo (Nyon, Svizzera). L’attesa però sarà lunga, complice il Mondiale di novembre. Per rivedere in campo le stelle più luminose del calcio infatti bisognerà aspettare metà febbraio.

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