Brittney Griner finalmente libera, ma il prezzo pagato è alto

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Dopo 294 giorni di prigionia in Russia, la stella della WNBA Brittney Griner è stata finalmente rilasciata. A renderlo possibile uno scambio di prigionieri.

La cestista americana Brittney Libera finalmente rilasciata e libera – Ph. Credit: IG WNBA

Brittey Griner torna a casa: scambiata con Viktor Bout

È circa l’ora di pranzo in Italia, di giovedì 8 dicembre, quando viene annunciata la liberazione di Brittney Griner. Il presidente Biden parla alla nazione. “È salva, sta tornando a casa ed è già in volo”. Lo annuncia così il POTUS degli USA. Dopo 294 giorni di prigionia, o meglio di un vero e proprio calvario, la stella della WNBA può lasciare la Russia e tornare a casa a riabbracciare i propri cari e la moglie. Era il 17 febbraio quando veniva fermata all’aeroporto di Mosca per detenzione illegale di olio da cannabis. Da allora l’inizio del suo incubo personale.

Condannata a 9 anni, sembrava fosse stata abbandonata a se stessa. In questi mesi tante parole da parte della diplomazia americana a cui erano seguiti pochi fatti, tanto da portarla a scrivere una lettera disperata proprio a Biden.

Questo fino alla giornata di ieri quando finalmente grazie a uno scambio tra prigionieri ha potuto tornare a casa. Gli Stati Uniti per portare a casa l’operazione hanno dovuto “riconsegnare” il trafficante d’armi russo Viktor Bout, condannato negli USA a 25 anni dopo essere stato estradato in Thailandia.

La moglie di Brittney Griner, Cherelle con il Presidente Biden Ph. Credit: IG Cherelle T Griner

Chi è Viktor Bout?

Il costo dell’operazione non può passare in secondo piano e non si parla in termini economici. A livello umano la cestista americana ha pagato tantissimo per un lieve reato (aveva un vaporizzatore con olio di hashish, derivato della cannabis). Ha rischiato di porre fine alla sua carriera e di uscirne distrutta a livello psicologico oltre che fisico.

Non finisce qui. Per avere la sua giusta libertà gli Stati Uniti sono dovuti scendere a compromessi rilasciando Viktor Bout. Quest’ultimo per anni è stato il Re, se così si può dire, del traffico di armi. Soprannominato ‘The merchant of death’ ha anche ispirato il film con Nicolas Cage in ‘Lord of War’. Ex ufficiale dell’aeronautica sovietica e forse anche ex agente del Kgb, ha venduto armi in tutto il mondo e a tutti i gruppi criminali (soprattutto all’Africa) tramite una vera e propria flotta di aerei. Tra i capi di accusa a suo carico la cospirazione per uccidere cittadini e ufficiali americani, la vendita di sistemi di difesa anti aerea e l’aiuto ad organizzazioni terroriste.

Da sempre in Russia hanno tentato di usare Bout come pedina di scambio. Un uomo pericoloso che torna in patria in uno dei momenti più delicati. Non a caso la diplomazia americana, senza riuscirci, ha tentato di inserire anche nello scambio Paul Whelan, un marine del Michigan imprigionato in Russia nel 2018 con accuse di spionaggio.

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