Attenti al Bologna, per l’Europa fa sul serio

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Con Thiago Motta in panchina, i rossoblù sognano in grande e potrebbero vivere di nuovo la favola europea dopo 20 anni. Da gennaio in poi il ruolino di marcia è stato tra i migliori della Serie A. Struttura societaria solida, acquisti e cessioni lungimiranti, talent scout di livello e un allenatore che sa valorizzare la rosa. La ‘missione Europa’ del Bologna è più che possibile.

Bologna Europa
La dirigenza del Bologna: da sinistra Fenucci, Sartori, Saputo

Da Saputo a Sartori, il Bologna spende bene e sa fare mercato

Che siano fiabe o favole, l’incipit è sempre quello. ‘C’era una volta’, nel campionato di Serie A, una squadra alla quale nessuno aveva dato credito, ma a 8 giornate dal termine della stagione era lì a lottare per i posti di vertice. Il Bologna non è una favola, bensì pura realtà. I rossoblù sono in corsa per l’Europa e in questa lotta ci stanno dentro con pieno merito. Il 2023 dei bolognesi è da incorniciare. 7° posto in classifica (che potrebbe valere la Conference League), a parimerito con la Juventus e sesta piazza che è a un tiro di schioppo. Numeri ancora più clamorosi se sommassimo solo le ultime venti partite: il Bologna balzerebbe in zona Champions. E dire che ad inizio campionato, tutti si aspettavano l’ennesima annata tranquilla, con annessa salvezza. D’altronde il Bologna ci aveva abituato a questo nell’ultimo decennio. Dal suo insediamento come Presidente, l’imprenditore canadese Saputo ha garantito ai rossoblù dei ‘normali’ piazzamenti tra il 10° e il 15° posto.

Alla città e ai tifosi, Joey ci tiene e l’ha sempre dimostrato con abbonamenti a prezzi familiari e moderna ristrutturazione dello Stadio Dall’Ara, però non c’è stato mai un mercato extralusso che facesse infiammare la piazza. Operazioni oculate, acquisti onesti e normale amministrazione. Insomma, quella di Saputo è una società che lavora bene, ma senza colpi di scena. Il segreto è proprio questo: avere asset solido, progettualità valida e costanza nel garantire un determinato livello al club, senza picchi improvvisi e rovinose cadute, ma gestire bene forze e risorse. A questa solida struttura, la famiglia Saputo ha aggiunto la punta di diamante che ha permesso al Bologna di ottenere l’upgrade, ovvero il Direttore Tecnico Giovanni Sartori, approdato ai rossoblù lo scorso maggio. Nel suo curriculum vanta la ‘favola Chievo’ (dalla periferia di Verona all’Europa) e la strepitosa Atalanta degli ultimi anni. Sartori di calcio ne capisce molto. Con pochi spiccioli, ha portato al DallìAra degli autentici affari come Posch, Lucumì, Sosa, Kyriakopoulos e Ferguson, diventati subito punti fermi.

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Thiago Motta, artefice di questa corsa del Bologna all’Europa

Thiago Motta, la forza delle idee. Senatori in panca, benvenuto bel gioco. Bologna fa rima con Europa?

Oltre ad una società solida e lungimirante, la forza del Bologna è rappresentata anche dal suo allenatore, Thiago Motta. Dopo la commovente, triste e indimenticabile epoca Mihajlović, sollevato dal suo incarico più per le questioni di salute, l’ex regista del PSG si siede sulla panchina lo scorso settembre. Trova una squadra non proprio in forma, anzi. Con soli 6 punti in altrettante partite, il Bologna è in zona retrocessione. Serve un’inversione di marcia immediata, che, però, tarda ad arrivare. Dopo un mese, la ‘cura Motta’ recita: tre sconfitte e un pareggio. L’avvio dell’italo-brasiliano è pessimo e qualcuno invoca l’esonero. La società, tuttavia, crede in Thiago, lo conferma ed avrà ragione. Passo dopo passo, il Bologna assimila, metabolizza e incorpora gli insegnamenti del nuovo mister, sciorinando bel calcio e vittorie sorprendenti. Con la forza delle idee e la fiducia nei propri mezzi, Motta cementa il gruppo-squadra valorizzando al massimo giocatori fino a quel momento anonimi. L’ex faro dell’Inter ‘triplettato’ ha coraggio da vendere e lo mostra sia con le indicazioni tattiche che con la gestione del roaster.

In un battito di ciglia, mette a sedere senatori spompati, leader troppo egocentrici e gente arrivata a fine ciclo. Veterani come De Silvestri e Medel si ritrovano in panchina per lasciar spazio al nuovo che avanza, ovvero Posch, Schouten, Moro e Dominguez. Uno come Soriano, inamovibile con Sinisa, per il bene della squadra, se necessario, va in panchina. Il ‘pivot di diamante’ Arnautovic, idolo della piazza, non fa al caso suo, si allena male e allora dritto a bordo campo, dentro i ritrovati Orsolini e Barrow. Lo spartito orchestrato da Motta sta valorizzando al meglio il mancino marchigiano, che appare totalmente rigenerato. Fa da eco il gambiano, protetto, difeso e coccolato dal mister, che per lui ha studiato un ruolo ad hoc, per intenderci alla Leao. Insomma, con la forza delle idee, Thiago ha creato un nuovo Bologna. Il suo dogma: perenne concentrazione difensiva, centrocampo numeroso per avere superiorità numerica nel giro palla, attacco leggero e veloce e con le big niente paura. Grazie alla ‘Motta mentalità’ l’Europa sembra più vicina.

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