Ash Barty, the show must go on: ora vince il Don Award

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E’ tra le più forti del 21esimo secolo. Il suo nome è stato il più longevo in cima al ranking mondiale. Ha sorpreso tutti a maggio ritirandosi. Oggi Ash Barty vince il riconoscimento individuale dello sport australiano più prestigioso.

La vittoria del Don Award

In tema di record Ashleigh Barty sa il fatto suo. L’ultimo è arrivato oggi. L’ex star del tennis australiano ha ricevuto per la seconda volta il più alto riconoscimento individuale dello sport australiano. Infatti con quest’assegnazione all’evento annuale Sport Australia Hall of Fame Ash è diventata la terza persona a vincere più volte il Don Award. A gennaio la star del tennis è diventata la prima campionessa nazionale di singolare dell’Australian Open. Non succedeva dal 1978. Ci riuscì in quell’anno Christine O’Neil. E’ stata capace di vincere 3 Major su 4, piazzandosi accanto alle più forti del 21esimo secolo: Serena Williams, Maria Sharapova e Justine Henin. C’è un particolare da aggiungere. La sua carriera è stata più breve.

Abituata a strabiliare tutti con il suo tennis, lo ha continuato a fare fino alla fine dei suoi palleggi. Ritirandosi dal tennis ad appena 25 anni. Un coup de théâtre che ha lasciato secchi gli occhi e i cuori di chi la seguiva. Il suo tennis è spaziale: servizi incisivi (in relazione alla sua altezza) slice, dritti perfetti, giochi di volo sublimi. Eppure ad appena un quarto di secolo si è ritirata. Perché la sua soddisfazione non è fatta di numeri. Oppure si è fatta di numeri che ora può tenere per sé. D’altronde ha vinto il suo primo Slam nel 2019, è diventata numero 1 del mondo giovanissima, ha vinto sui prati regali di Wimbledon e poi si è consacrata in patria agli Australian Open. A casa sua. “E’ stato sicuramente il mio Australian Open più divertente, risultato a parte, che non c’entrava niente. Mi sentivo libera. Ho giocato senza conseguenze, ho giocato come una ragazzina”, ha detto Barty.

Ash Barty, la matematica non sarà mai il suo mestiere

Si trattava solo di me che cercavo di riscattarmi, in un certo senso, e di giocare come avrei sempre voluto giocare: andare là fuori e giocare come il bambino che si è innamorato dello sport“. Ecco cosa distingue Ash Barty: la personalità. Aveva un sogno, l’ha inseguito e l’ha realizzato. Così anziché andare appresso ai numeri ha preferito ascoltare sé stessa. Lo stress e la pressione atletica non facevano più per lei. Certo non si è dimenticata dello sport, e non se ne dimenticherà, lasciando aperta l’ipotesi di ritorno. Ma d’altronde delle pause le aveva già prese per dedicarsi ad un altro sport di suo piacimento, il cricket. Proprio dal cricket arriva il premio che le è stato assegnato ieri, che infatti prende il nome dal grande giocatore di cricket Don Bradman. Perché neanche lo sport si è dimenticato di lei. Si chiama così da

Il Don Award è considerato il premio sportivo più prestigioso in Australia e lei lo ha vinto per ben due volte. Sorprendendo, ora come a marzo, ancora tutti. Istituito dalla Hall of Fame dello sport australiano nel 1998, il riconoscimento viene assegnato ogni anno all’atleta che grazie ai suoi risultati ha ispirato la Nazione. Un finale più che perfetto. Eppure Ash queste parole le aveva utilizzate a marzo quando decise di lasciare il tennis. Erano appena passati 2 mesi dall’importante vittoria dell’Australian Open. Così definì quello il momento perfetto per prendere quella decisione. Non sapeva ancora che il finale perfetto sarebbe arrivato qualche mese dopo. E’ giunto quando nonostante si sia ritirata e la vittoria degli Open sembra così lontana, ha stabilito ancora un altro record.


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