Veronica Papa: “Sul trampolino paura e coraggio vanno a braccetto, come nella vita”

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Veronica Papa è una tuffatrice dalla grandi altezze da un anno e mezzo. Inizia il suo percorso nello sport agonistico con la ginnastica artistica per poi passare all’adrenalina del trampolino da grandi altezze. Passando per quello elastico.
E ora sogna le Olimpiadi

Veronica Papa, tra infortuni e rinascite

Nata nel 1998, Veronica Papa nasce come sportiva nella ginnastica artistica, sport che inizia da piccolissima. Sport che è costretta ad abbandonare a causa di un infortunio alla spalla. E’ in quel momento che si avvicina al trampolino elastico, ancora fuori dall’acqua. Il trampolino elastico è un ramo della ginnastica artistica, e lei lo ha praticato a secco. “Lì è uno sport dove non servono le braccia” scherza Veronica ma è realmente quello il motivo per cui cambia disciplina. “E’ andata bene come è andata perché il trampolino mi ha regalato grandissime soddisfazioni“. Ad esempio il terzo posto nella coppa del mondo giovanile. La prima esperienza in un campo internazionale ha subito arricchito Veronica di una medaglia. Poi di nuovo un infortunio. Questa volta al ginocchio.

In quel momento volevo lasciare la carriera sportiva, perché a vent’anni già avere un corpo così usurato non andava bene. Ma quando sono stata chiamata per le grandi altezze sono subito entrata in Nazionale. E quello è stato bellissimo. E’ emozionante rappresentare il proprio paese.” Il prossimo obiettivo è l’europeo che si terrà in casa, a Roma, dove spesso Veronica si allena. Certo il sogno sono le Olimpiadi. “I 5 cerchi sono l’aspirazione di ogni atleta“. E infatti già da Parigi 2024 ci sarà un’esibizione dei tuffi dalle grandi altezze in apertura dei Giochi. A Los Angeles dovrebbe essere parte dell’evento trasformandosi in disciplina olimpica.
Va chiarito che si parla di grandi altezze perché i tuffi sono già disciplina olimpica, dal 1904. Una disciplina peraltro molto amata e seguita per la sua spettacolarità.

“E’ giusto avere paura”

Uno spettacolo che attira per l’adrenalina che trasmette. “L’adrenalina con l’altezza, rispetto al trampolino elastico, è cento volte maggiore. Inoltre ci tuffiamo sempre all’aperto quindi con scenari spettacolari. E quello anche dà carica e adrenalina. La paura deve essere nostra amica.” Il rapporto con la paura glielo ha insegnato il suo capitano, Alessandro De Rose. “Lui ci insegna sempre che dobbiamo avere un bel rapporto con la paura perché è giusto averne un po’ per essere coscienti di quello che stiamo facendo. A volte capita che il tempo si dilata quando ti perdi in volo.” Nei tuffi normali il massimo dell’altezza è dieci metri, a partire da uno. In questo caso si arriva fino a trenta metri di altezza. “L’ultima parte del tuffo da tanti metri è il salto che si fa col trampolino elastico. I movimenti quindi sono molto simili. Tuttavia nell’elastico si fa un salto verso l’alto mentre nella mia disciplina si parte già dall’alto, quindi si precipita“.

Buttarsi da un precipizio non deve essere facile “ma in gara non mi sono mai bloccata” racconta la Papa. “Mi è capitato più durante l’allenamento quando magari provi qualcosa di nuovo” aggiunge. “L’unico momento in cui volevo lasciare è stato durante l’adolescenza quando ho perso una persona per me molto importante. Non volevo più andare in palestra, invece poi lo sport mi ha salvato.” Veronica ci racconta che ha imparato che la paura e il coraggio vanno a braccetto, e che esiste il secondo perché c’è la prima. Ma non solo. Concludiamo la nostra chiacchierata col significato che ha per lei lo sport. “Sono qui grazie allo sport. Mollare è sempre la strada più facile ma proprio lo sport ci insegna e ci ricorda che possiamo ottenere quello che vogliamo se lavoriamo sodo.

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