Raphaela Folie, oltre il volley c’è di più: “La mia determinazione mi ha portato dove sono”

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La curiosità è un pregio troppo spesso sottovalutato e Raphaela Folie ha la fortuna di possederne tanta. La centrale della Vero Volley Milano è determinata in campo, ma soprattutto fuori.

Raphaela Folie, centrale classe 1991 nata a Bolzano con la maglia di Milano. Ph. Credit: Vero Volley

Raphaela Folie, dalla crescita di Conegliano alla nuova avventura a Milano

Da questa stagione la giocatrice bolzanina è alla corte di Gaspari, a Milano, dopo anni a Conegliano in cui ha vinto tutto. “Sono stati anni fondamentali. Quando sono arrivata, insieme a molte altre, eravamo una squadra nuova. La cosa che ci ha contraddistinto è che abbiamo creato un gruppo fantastico, siamo cresciute insieme. Eravamo ragazze con voglia di vincere, nessuna lo aveva ancora fatto. La società è stata brava a mettere insieme persone che combaciavano molto, dentro e fuori. Abbiamo creato qualcosa di indimenticabile. Giocare tante finali e giocare tante partite continuamente, aiuta a crescere e non abbassare mai la concentrazione”.

Ora però la testa è sulla Vero Volley. Dopo un avvio un po’ complesso, si trova bene, sia a livello logistico (a un passo da Milano, fuori dal traffico) sia come gioco e ambiente. “All’inizio tante erano in Nazionale. I primi due mesi sono stati così così. Quando sono rientrate è stato bello costruire una cosa nuova, avere nuove sfide e stimoli. Gaspari (coach, ndr), mi piace tantissimo, tira fuori il meglio di te. Vale anche per me che sono tra le veterane, cerca sempre di insegnarmi qualcosa. Sta dietro a tutte. Il gruppo è bello, giovane con qualche elemento di esperienza. Non c’è ancora il dominio di Conegliano, ci sono alti e bassi da limare. Con la Coppa Italia vedremo a che punto siamo, ci manca un po’ di continuità nel turnover. Il campionato italiano è il più bello del mondo, tutte le partite sono una battaglia. Il valore delle squadre con nuovi innesti, si vedrà tra un mese”.

Capitolo Nazionale e un fisico da gestire

Non solo club. Per anni è stata uno dei pilastri della Nazionale, capitolo che per il momento è in stand by. A determinarlo le sue ginocchia di cristallo, vessate da problemi e un fisico a cui pensare. “Credo di aver finito con la Nazionale. Mi sarebbe piaciuto andare avanti ma devo gestirmi e con il calendario è difficile. Non dico di non voler tornare…ci sono anche tanti talenti nel mio ruolo”. Tanta in generale, la concorrenza e le aspettative come sa bene una ex compagna di Folie a Conegliano, ovvero Paola Egonu protagonista di un Mondiale chiuso con qualche polemica. “Le estati, soprattutto quelle del Mondiale, ti stancano tanto a livello mentale, non è semplice. Secondo me il suo è stato uno sfogo di diverse cose e pressioni accumulate, credo che continuerà, è un talento unico, spero si sia ripresa e possa essere pronta”.

Raphaela Folie impegnata nella fase di rice. Photo Credit: Vero Volley

Testa dura per la Dottoressa poliglotta

Dietro il sorriso e la risata contagiosa di Raphaela Folie si nasconde molto altro. Una testa che va a mille, piena di idee e voglia di conoscere. Non a caso, anche dalla pallavolo, ha colto qualcosa in più dal punto di vista umano. “La cosa bella è che trovi persone, culture diverse e delle ragazze eccezionali”. Compagne che l’hanno accompagnata in un percorso un po’ insolito rispetto ad altre. Nessuna formazione a Club Italia o in squadre blasonate. È sbocciata relativamente tardi: “Stavo nelle montagne di Bolzano, (ride, ndr) giocavo un po’ così e non ho mai pensato ad andare altrove, all’epoca non parlavo nemmeno italiano, mi sentivo a disagio. Poi mi ha notata la moglie di Pieragnoli, che mi ha portato a fare qualche provino con Bergamo. In seguito, mi ha chiamato Mencarelli in juniores e pian piano mi hanno fatto capire che potevo fare bene anche se tecnicamente ero indietro rispetto alle altre. Ho detto, proviamoci ed è stato tutto veloce, ho fatto la B2, poi juniores, B1 e poi già la A. Era tardi, ma ho la testa dura e sono determinata”.

Nel mentre, in questi anni, guidata sempre dalla sua grande attenzione per tutto e amando lo studio ha portato avanti l’università con la laurea in Scienze dell’Educazione. Attualmente ha intrapreso una triennale in Scienze del Turismo e coltiva la passione per le lingue.

Ho studiato le lingue da sola, prima di iscrivermi a Scienze dell’Educazione: da piccola volevo diventare maestra d’asilo. Ora, faccio un’altra triennale: noi abbiamo una vita diversa, non abbiamo provato tante cose e volevo diversi punti di vista. Attualmente parlo tedesco, italiano, inglese, portoghese, quest’anno ho un esame di francese e l’ultima sarebbe lo spagnolo”. Un bagaglio di conoscenze e d’esperienze che si tiene stretta: “Nonostante problemi di lingua, gap fisici o altro, sono comunque arrivata a vincere tutto nel club. La mia determinazione mi ha aiutato tanto, ne sono fiera. Non ho mai mollato”.

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