Niccolò Macii e Sara Conti: “Il nostro incontro ha fatto ripartire le nostre carriere”

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Classe ’95 lui, classe 2000 lei, sono Niccolò Maci e Sara Conti, compagni sulla pista di ghiaccio e fuori. Il loro incontro è stato provvidenziale per entrambi che si trovavano in un periodo di stallo delle loro carriere. Ora, insieme, sognano le olimpiadi, per un soffio non sono a Pechino.

Credits: Diego Barberi

Niccolò Macii e Sara Conti: 4 pattini e un sogno

Prima è nato l’amore, poi il sodalizio sportivo. Comunque il loro incontro è stato d’aiuto per i loro cuori e per le loro gare. Niccolò Macii era rimasto privo della sua compagna di pattini mentre Sara Conti era in un momento in cui soffriva molto le gare e sulla pista finiva per fare male, così hanno deciso di unirsi anche sul ghiaccio. “Quando sono rimasto da solo, per me che ho sempre pattinato in coppia è stato pesante. Volevo smettere. Sono uscito da questo empasse grazie a lei.” racconta Niccolò. Parole che ritroviamo anche nella bocca di Sara. “Non avevo imparato a gestire la gara, con lui l’ho imparato. In due è diverso. Avevo perso la motivazione e insieme l’ho ritrovata.” Ecco cosa significa quando l’amore ricompone. L’amore ma anche il talento, quello di due giovani che sanno a chi ispirarsi. “Ci ispiriamo a una coppia di pattinatori russi, Tatjana Volosozar e Maxim Trankov. Lui all’uomo io alla coppia in generale per come pattinano bene insieme” spiega Sara. “Mi piacciono perché sono molto espressivi e questa caratteristica non si trova sempre” aggiunge Niccolò.

Pattinare in coppia è più difficile perché se da soli ci si deve rendere conto dello spazio occupato da noi stessi, in coppia si deve saper percepire anche il corpo dell’altro nello spazio. “La sintonia è fondamentale. Quella cresce col tempo, noi ancora sono solo tre anni che gareggiamo insieme ma è già un nostro punto di forza.” racconta Niccolò. Solo nell’allenamento c’è una parte in cui si dividono, come spiega invece Sara “Ci alleniamo sempre insieme ma i salti li proviamo separatamente e individualmente“. Una crescita insieme che ovviamente parte da basi separate, Sara lo scopre da piccolissima, in Francia. Niccolò un po’ per caso, dopo aver provato tanti sport. Da quando ha iniziato non c’è stato un solo giorno in cui non ha pattinato.

“La mancata qualificazione a Pechino non è stata troppo amara, puntiamo a Cortina 2026”

La tenacia e la passione li ha portati fin qui, a un soffio da Pechino. Per poco infatti la coppia non si è qualificata ai Giochi invernali. “Abbiamo iniziato la stagione con due gare andate male così abbiamo deciso di modificare qualcosa cercando di migliorarci. Dopo alcuni cambiamenti abbiamo battuto quella che era la seconda coppia e così ci hanno inserito nel programma olimpico. Ci abbiamo creduto ma non era prevista l’olimpiade, quindi ci aspettavamo potesse andare male. L’importante era invertire quella tendenza iniziale negativa. Ora puntiamo a Cortina 2026.” chiariscono i due atleti.

Parlando di olimpiadi viene in automatico il paragone tra pattinaggio sul ghiaccio, sport olimpico, e quello a rotelle, che non lo è. Così Niccolò ci spiega la differenza tra le due discipline. “Nel pattinaggio sul ghiaccio la lama permette di inclinare il piede e quindi di fare curve più efficacemente, oltre che di correre di più con meno fatica. Con le rotelle c’è più attrito sul pavimento la mancanza di scivolamento va compensata con la forza, infatti i pattinatore a rotelle hanno quadricipiti più sviluppati”. La differenza è nell’attrito e nella tecnica dunque. “Certo anche nella tecnica perché con le rotelle i salti sono più in verticale. Infatti coloro che aspirano alle Olimpiadi e passano dalle rotelle al ghiaccio, incontrano qualche problema perché potendo inclinare il piede sul ghiaccio, si sentono più instabili. Sono abituati a tenere il piede dritto. Al contrario, dal ghiaccio alle rotelle, sarebbe impossibile.” continua Niccolò. “Il pattinaggio sul ghiaccio è più flessibile, questo lo rende più leggero e coreografico di quello sulle rotelle che è più di potenza e tecnica” specifica Sara.

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