Taglio del peso nell’MMA: Healthy life con il Dott. Roberto Scrigna.

Ultime notizie

Matteo Berrettini: grande, grosso e vaccinato

Adulto è adulto, ormai ha 25 anni è un...

Martina Santandrea: il bronzo a Tokyo 2020 si colora di rosa

Vincitrice del bronzo a Tokyo 2020 insieme alle...

Bobo Tv, il format che ha monopolizzato il calcio sul web

Il mondo dei social ha rivoluzionato (anche) la comunicazione...

Share

Roberto Scrigna, specializzato nella nutrizione sportiva degli atleti, ci spiega l’importanza di una corretta alimentazione nello sport, analizzando nello specifico il concetto di ‘taglio del peso’ per i fighter di MMA. In base al fabbisogno dell’atleta è bene combinare le necessità di peso richieste e il tempo a disposizione, affinché gli atleti possano arrivare in gara nel modo più performante possibile.

Dottor. Roberto Scrigna Nutrizionista sportivo

Il taglio del peso: cos’è e in che modo si effettua

L’ormai noto taglio del peso è un argomento di cui spesso si discute. Ma quali sono i vantaggi che un fighter di MMA ottiene dopo un periodo così particolare fatto di alimentazione ridimensionata, sacrifici e rinunce? Personalmente tendo a tagliare una settimana prima del match, nelle ultimissime fasi. In molti praticano tecniche che prevedono periodi più brevi per la parte del taglio partendo da un peso iniziale di 90 kg fino ad arrivare a 70 kg in poco tempo. Ma questo è un errore. Non è taglio del paso ma una discesa così repentina che implica la disidratazione. Il tutto andrebbe effettuato il tutto agli sgoccioli della preparazione atletica, così da rifinire il peso pre match”. Ci conferma la scienza che non bisognerebbe perdere “più del 10% del proprio peso” sottolinea il dott. Scrigna.

Chiediamo dunque al nostro esperto quali potrebbero essere i danni provocati da un taglio del peso effettuato in modo repentino. “I danni sono molteplici e di diversa entità: da quelli endocrini a quelli metabolici e di testosterone. Compromettendo i valori tiroidei o del testosterone potrebbe avvenire un collasso del sistema ormonale, fino ad arrivare a problemi cardiaci; tutto questo in base alla drasticità del taglio”. E per chi paragona il taglio del peso al doping Scrigna risponde “No perché qui non si parla di sostanze non presenti nel corpo che modificano i parametri abituali al fine di migliorare la performance. Non sono sostanze illegali assunte dagli atleti, bensì pratiche effettuate spesso in modo scorretto che portato il fighter a non rendere al meglio nella propria prestazione“.

Fighters: cosa è bene che mangino?

Perdere peso in una settimana non è una cosa da poco, ci siamo chiesti dunque quale dieta seguissero gli atleti per raggiungere i loro risultati in così poco tempo. “Tutto consiste nel cercare di abbassare la quantità dei carboidrati ingeriti e alzare la densità calorica. Si mangia salmone, avocado, yogurt greco e cibi grassi dai quali rimediare qualche caloria e grasso “buono”. Cibi ad alta densità calorica possono essere: la cioccolata, la frutta secca o la carne grassa mentre a bassa densità possiamo trovare la verdura.” L’abuso della pratica del taglio del peso potrebbe essere arginata dall’introduzione, soprattutto nelle MMA, delle categorie di peso intermedie. Introducendo dei livelli mediani – conferma Roberto Scrigna – si creerebbe innanzitutto più spettacolo, dando la possibilità a più atleti di partecipare. Introducendo intervalli di peso più ampi si ottimizzerebbero i processi di taglio del peso attuando delle soluzioni sane”.

Virando verso il mondo dell’Esports, abbiamo infine chiesto a Roberto se anche loro richiedessero un’alimentazione specifica da seguire al fine di performare al massimo. “Assolutamente sì, ma non in modo rilevante tanto quanto uno sport realmente e fisicamente praticato; il fabbisogno calorico è diverso. Ovvio che di fronte a un pc l’attenzione dovrà essere maggiore perciò l’alimentazione sarà mirata a cibi che non inducono sonnolenza e pesantezza come per esempio la caffeina, la teanina, l’estratto di cacao e alcune molecole denominate adattogeni assunte attraverso integratori”. Gli ostacoli della nutrizione sono prettamente psicologici. Roberto ci spiega che sono soggettivi e possono variare tra uomo e donna, atleta e non. La dieta quando è tanto restrittiva nel tempo porta problemi psicologici non indifferenti, è bene affidarsi nelle mani di esperti qualificati! 

spot_img