Marco Calabresi, storia di un telecronista innamorato

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Marco Calabresi, conosciuto come voce di DAZN per la serie B, ma anche per le sue esperienze in calcio estero con Bundesliga, Ligue 1 e la Liga, è stato l’ospite dell’ottava puntata di AtleTalk Live, in onda sul nostro canale Twitch. Innamorato del pallone fin da giovane, Marco ha iniziato la sua carriera come portiere. Ha giocato a livello regionale fino all’età di 16 anni, quando, dopo un brutto infortunio, ha deciso di rimanere nel mondo del calcio come giornalista. “A 16 anni, l’operazione al crociato non è una cosa fattibile. Davanti a me si è imposta una scelta. Rimanere nell’ambiente facendo l’arbitro, o raccontare lo sport che amo come giornalista. Senza nulla togliere al mestiere del direttore di gara, ho scelto la seconda come unica strada percorribile”.

Marco Calabresi, telecronista
Marco Calabresi, telecronista e giornalista sportivo

Marco Calabresi e il Futsal, non chiamatelo calcetto!

La carriera come giornalista di Marco Calabresi è iniziata con il Corriere Laziale, dove raccontava le partite dei suoi ex compagni di squadra. Nel giro di poco tempo, è diventato uno dei più grandi punti di riferimento in Italia per il Futsal, o calcio a cinque. Ed è di questo che abbiamo voluto parlare. “Non è che ci sono differenze tra calcetto e Futsal, è che il Futsal è proprio un altro sport”. Per i più profani, con Futsal si intende il calcio a cinque. La parola deriva da “futbol de salòn”, tradotto in italiano con “calcio da sala”. Il Futsal, infatti, per quanto possa ricordare il calcetto, è giocato nei palazzetti e su un parquet simile a quello della pallacanestro. I giocatori di calcetto spesso vengono dal calcio, quelli di futsal hanno bisogno di un po’ di tempo per adattarsi ad un mondo completamente diverso.

“Porto l’esempio di Marco Biagianti, ex calciatore del Catania, oggi giocatore del Meta Catania. Quando è passato al Futsal si è messo in panchina per quattro mesi, per adattarsi ai ritmi e alle velocità di un gioco completamente diverso a cui era abituato”. Lo stesso discorso vale per la telecronaca. Nel calcio a 11 c’è più tempo per le pause, per concedersi ad interventi a bordo campo e per raccontare curiosità diverse da ciò che succede in campo. Nel Futsal, in quello agonistico, spessi ci si diverte di più. C’è più velocità e bisogna stare dietro ad ogni azione, andando a fare ciò che in gergo si chiama il play-by-play.

Marco Calabresi e il Futsal, non chiamatelo calcetto!
Il Futsal, a differenza del calcetto, si gioca nei palazzetti.

Euro2020, lo sport che riparte

In occasione di Euro2020, Marco Calabresi sarà Media Coordinator LOS (Local Operation Structure). Da Roma e dallo Stadio Olimpico, vedrà la partita inaugurale degli Europei, che si disputerà proprio nella capitale. “E’ bello vedere eventi che rinascono e la gente che lavora per queste cose. E’ ossigeno puro, per lo sport, e come segnale di un movimento che sembra non essersi fermato mai”. Non potevamo non chiedere a Marco Calabresi qualche pronostico sull’Europeo in arrivo. “La convocazione di Benzema per la Francia l’ho presa come una bella notizia da amante del calcio, un po’ meno come tifoso dell’Italia. La Francia, da campione del mondo in carica, non può non essere indicata come favorita. Credo anche nel Portogallo, con Cristiano Ronaldo e tanti campioni che dalla vittoria dello scorso Europeo sono cresciuti e avranno molto da dire”.

Ma prima ancora dell’Europeo, si sta concludendo la serie B. Abbiamo visto le due nuove promosse in serie A (Empoli e Salernitana), e siamo in attesa della terza, che sarà la vincente tra la finale veneta Venezia – Cittadella. “La serie B la vivo con incredibile coinvolgimento. Faccio il tifo per i colleghi che la raccontano e guardo con interesse le squadre che ho seguito durante l’anno. La Salernitana è una splendida sorpresa a cui non ho cominciato a dare credito prima di Aprile, mentre la grande delusione è la Spal”. Chiedendogli chi si aspetta come nuova squadra di serie A, Marco non ha dubbi. “Il Cittadella. Per la sua storia, ci è sempre andato vicino, potrebbe essere il suo momento. Sul Cittadella vorrei una serie TV, o un docufilm, che possa raccontare le splendide avventure dei suoi tifosi e giocatori”.

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