Giorgio Malan: “Vi racconto il mio pentathlon che verrà snaturato”

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Giorgio Malan è uno degli atleti azzurri più promettenti del pentathlon moderno. Da poco si è laureato campione italiano assoluto e si prepara a cercare la qualifica per Parigi 2024.

Giorgio Malan, torinese 22enne fresco campione italiano di pentathlon

Giorgio Malan, la certezza azzurra del pentathlon moderno

L’azzurro Giorgio Malan (Fiamme Azzurre) non è solo un atleta emergente o uno dei giovani rampanti del team Italia è il riferimento al maschile del pentathlon moderno. Da poco, non a caso si è confermato, per il secondo anno di fila, Campione Italiano.

“Sono molto contento di come è andata la gara – spiega – una riconferma… e riconfermarsi è sempre difficile e mai banale. Poi sì, avevo i favori del pronostico ed è una pressione un po’ diversa, qua c’era tutto da perdere. Sono riuscito a reagire bene e vincere con un certo vantaggio, è un bel modo per finire l’anno”.

Una ulteriore iniezione di fiducia in vista della prossima stagione che prevede le tappe di Coppa di Mondo ma soprattutto gli Europei con in palio diversi pass per i Giochi Olimpici.

Per arrivare a tutti gli appuntamenti al top, con una disciplina multipla e complessa non mancano gli allenamenti: “Faccio dai 3 ai 4 sport al giorno e la domenica cerco sempre di riposare, perché è fondamentale, dipende poi dal periodo. Avendo tanti sport devi curarli tutti al meglio: quelli fisici hanno bisogno di una costanza maggiore. Non è facile, la mia settimana tipo varia tanto ed è molto importante metterla a punto”.

Di pari passo, deve anche andare la cura dell’aspetto psicologico e la gestione della gara.

Sono migliorato negli anni, da piccolo pativo l’ansia da prestazione. Adesso riesco a esprimermi meglio nella giornata di gara che mi dà quel qualcosa in più rispetto a un semplice allenamento, riuscendo a spingermi anche oltre a quelli che possono essere i miei limiti. Bisogna divertirsi, cosa che spesso ci si dimentica, e affrontare il tutto con positività, senza mollare mai”.

Oltre le gare e gli allenamenti è anche studente di Economia e Management alla Luiss e non esclude, anzi gli piacerebbe che i suoi studi si conciliassero con l’ambito sportivo, con un indirizzo manageriale.

Da grande vorrei avere una carriera sportiva che mi soddisfi, non so quanto durerà ma voglio smettere contento, sarebbe bello rimanere in un ambito manageriale, magari seguendo squadre o seguendo il marketing sportivo“.

Rivoluzione pentathlon moderno ai Giochi Olimpici: il cambiamento dopo Parigi

Prima di pensare al post carriera c’è una Olimpiade da conquistare.

Ai Giochi Olimpici, però, le cose per il Pentathlon cambieranno. Dopo Parigi 2024 verrà eliminata l’equitazione e introdotta una nuova prova. Un brutto contraccolpo per una disciplina inserita nel programma dei cinque cerchi da Stoccolma 1912.

Purtroppo l’equitazione verrà tolta a favore di questo nuovo sport, una corsa ostacoli, ancora non si sa con esattezza nemmeno il regolamento. Viene completamente snaturato uno sport: noi facciamo cinque discipline diverse per un motivo, non a caso. È un peccato ma questo succederà e bisogna guardare al tutto in maniera positiva, vedremo come sarà il nuovo sport e valuterò anche io se proseguire o meno con questa nuova disciplina“.

L’atleta ha infatti, come comprensibile, i suoi punti di forza: “Sono più sicuro nella corsa e nel nuoto, mi danno maggior sicurezze, mi danno certezze nel giorno della gara. In sport più tecnici, come scherma, equitazione e tiro, dipende molto da come affronti la competizione. Nel tiro ho più margini di miglioramento e in questo periodo ci sto lavorando molto”.

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