Deugemo, intervista all’esports Reporter italiano

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La R maiuscola nel titolo potrà sembrare un refuso, una distrazione dovuta a chissà cosa, ma è ciò che Deugemo realmente è. Esport Reporter per eccellenza, Francesco Lombardo vive e si nutre avidamente di videogiochi competitivi dal 2014. Nel giro di poco tempo, la figura di Deugemo diventa un punto di riferimento per tutti gli appassionati del settore. Conoscitore enciclopedico del mondo esport, analyst, divulgatore, Deugemo ci ha concesso un’intervista in live, sul canale Twitch di Atleta League.

Deugemo, esport reporter

Deugemo e gli eventi live, dove nasce l’esport

Conosciuto soprattutto dalla community di League of Legends, gioco per cui ha interpretato anche il ruolo di analyst in svariate competizioni, Deugemo ci racconta come il suo primo evento live non è stato un evento del celebre gioco Riot Games. “Ricordo bene il primo evento live a cui ho partecipato. Era a Jönköping, in Svezia, al Dreamhack del 2017, per una finale di Heroes of The Storm. L’atmosfera che si respirava durante il Dreamhack è ben diversa da quella che si avverte durante gli eventi in Italia. Bambini e ragazzi di qualsiasi età si facevano accompagnare dai genitori e giocavano per ore, stringendo amicizie e vivendo gli esport alla loro radice“. Più che ad un evento sportivo, gli eventi esportivi si avvicinano ai concerti. “Si vive moltissimo di spettacolarizzazione della competitività, prendendo come modello gli show americani“.

L’intervallo del Super Bowl può essere un esempio valido. Molte persone si sintonizzano per guardare solo lo show di metà partita, più che la partita stessa.
Secondo me, sport ed esport sono due mondi che non si appartengono direttamente, ma possono andare di pari passo, anche e soprattutto grazie alle loro differenze“. E’ più di un anno che non vediamo un evento live, se pensiamo al fatto che l’anno scorso Riot Games ha cancellato l’MSI a causa della pandemia, e molti tournament organizer si sono dovuti reinventare, facendo di necessità virtù. “ProGaming e Pg Esport si sono evoluti nella loro forma online. Faccio l’esempio dei disegni dei giocatori del Pg Nationals, il massimo campionato italiano di LoL. Non potendo organizzare un media day, non potendo avere webcam di qualità per ogni giocatore, il risultato è stato fenomenale“.

Il primo evento live di Deugemo, Dreamhack di Jonkoping.
Il primo evento live di Deugemo è stato il Dreamhack di Jönköping

Come si diventa professionisti nel mondo esport

In parole povere, se guardiamo all’attuale scena competitiva, l’esport ha due tipi di tornei: quelli dei professionisti, e quelli amatoriali delle community. I secondi, per quanto possa sembrare strano, sono i più importanti. “Manca il campetto della parrocchia, il cortile dove andare a giocare, il calcetto del venerdì“, ci racconta Deugemo. Tornei come il neo nato Circuito Tormenta, come l’Atleta League, sono fondamentali, perché c’è l’assenza di un percorso ben definito che permetta di capire come si fa a diventare giocatore professionista. “Solo adesso si è capito che serve uno step di mezzo dalla SoloQ al professionismo, altrimenti si perdono i talenti. In molti mi chiedono come si fa a diventare un pro player, la mia risposta è sempre la stessa. Gioca. Competi. Che sia il torneo degli amici, che sia un torneo di qualsiasi altro tipo. Competi, non aspettare“.

La nascita del circuito Tormenta è un passo decisivo per Riot Games. “Penso che ci sia un trade-off abbastanza equo in cui io, come publisher, offro la possibilità di competere ad un giocatore che vuole diventare professionista, e allo stesso tempo do agli appassionati lo spettacolo offerto dai migliori giocatori del gioco che amano“. Un publisher non vive di esport, ma che questo lo aiuti a crescere è indubbio. C’è una concorrenza continua, basti pensare al caso di Valorant. Tanti giocatori di FPS si sono spostati sul nuovo titolo Riot. Player di CS:GO, Rainbow6, si stanno specializzando in Valorant, anche e soprattutto grazie a quello che la casa ha già fatto per la scena competitiva di League of Legends.

Secondo Deugemo, i tornei amatoriali, come l’Atleta League, sono il modo migliore per avvicinarsi al mondo degli esport.

EU Master, l’analisi di Deugemo

Tornando alla scena competitiva italiana, non potevamo che chiedere a Deugemo la sua idea sul minuscolo successo italiano all’EU Master. Al termine di ogni split, i finalisti del PG National si qualificano a quello che è una sorta di Champions League di League of Legends. Il vincitore del torneo italiano si qualifica direttamente al Main Event, il secondo classificato deve invece affrontare i Play-in. Per la prima volta nella storia dell’Italia, entrambe le squadre sono riuscite a qualificarsi al torneo vero e proprio. “La storia ci ha insegnato che dovremmo evitare di farci false aspettative. Mkers e Macko sono due roster di altissimo livello, ma l’Italia al momento è la quinta regione europea dopo Francia, Polonia, Spagna e Germania, Austria e Svizzera (DACH).
I Mkers hanno meritato il passaggio del turno ed è un risultato di cui devono andare fieri, ma è innegabile che avrebbero potuto affrontare avversari più ostici
“.

Venendo ai gironi, secondo Deugemo i Mkers sono stati più fortunati dei Macko, che dovranno affrontare gli Illuminar. “I Mkers sono il quarto seed ma possono giocarsela con i Kick e Anorthosis Famagosta“. A proposito di Anorthosis, questo EU Masters è stato l’edizione con più club calcistici presenti. Ci sono Schalke 04, PSV, Anorthosis, KVM e il Real Betis Siviglia. La presenza di questi club denota una volontà da parte delle società di espandersi anche al settore dell’esport. “L’importante è non fare come ha fatto il PSG. La squadra di Parigi ha investito un capitale nel settore, per poi smantellare tutto alla prima mancata qualificazione. Adesso il PSG compete nel Sud Est asiatico, dove c’è un pubblico ben diverso da quello europeo“.

Macko Esports e MKers sono le due squadre italiane qualificate al main event dell’EU Masters

Le eccellenze italiane dell’esport

Nel mondo di League of Legends, due giocatori hanno portato in alto la bandiera italiana, competendo ai massimi livelli. Si tratta di Jiizuke, ex midlaner dei Vitality ed ora agli Evil Geniuses in NA, e di Shad0w, ex jungler dei MAD Lions. A livello internazionale, sono gli unici ad essere arrivati sul palco dei LEC. Ma l’Italia degli esport ha eccellenze di primo livello anche su altri titoli. Nei giochi “simulazione di sport”, dovremmo essere fieri dei risultati ottenuti finora. “Due anni fa abbiamo vinto la F1 eSports series, nel mondo della MotoGP sono tre anni che vinciamo il titolo. Per non parlare delle vittorie conquistate nel mondo di FIFA e PES. E’ recente la vittoria dei Mkers con Prinsipe della Fifa eClub World Cup, quasi contemporanea a quella di Reynor contro Zest. E ancora bisogna ricordarsi dell’Italia dell’ebasket, detentrice del titolo conquistato l’anno scorso“.

In un paese in cui calcio e motori vanno per la maggiore, questi successi sono e devono essere degli splendidi punti di partenza. Per quanto i simulatori sportivi sono considerati in un certo senso “esport a metà“, possono essere le fondamenta per dare un po’ più di attenzione ad un mondo incredibilmente vasto e bisognoso di una regolamentazione ufficiale. L’intervista a Deugemo è stato solo il primo di numerosi appuntamenti dedicati al mondo dello sport ed esport. Ogni martedì ed ogni giovedì, sul canale Twitch di Atleta League ci saranno ospiti, interviste e Talk Show, con i racconti dei più grandi protagonisti del settore.


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