Calcio a 6 , come far innamorare i giovani. “Lo sport è della gente”. Parola di Andrea Candeloro

Ultime notizie

La fame di Vito Dell’Aquila: “Non mi basta vincere una volta”

La cosa più difficile è confermarsi, ma questo non...

Valori in Campo: il progetto dove sostenibilità e sport primeggiano.

Valori in campo è il progetto biennale di Gruppo Cap che...

PGNats 2023: i primi rumors

Se la preseason di LEC e tutte le altre...

Verdasco positivo al doping: squalifica troppo breve?

Il tennista spagnolo Fernando Verdasco, 39 anni, è risultato...

Share

Meno giocatori del calcio a 11 ma di più del calcio a 5. Un campo che non è quello da calcio ma nemmeno quello di futsal. Una via di mezzo, si chiama minifootball ma non è mini anzi lo spettacolo e il divertimento sono grandi. Ce lo racconta Andrea Candeloro, direttore sportivo della nazionale italiana di calcio a 6

calcio a 6

Calcio a 6 o minifootball, poco mini molto football

Iniziamo proprio da quel prefisso quando parliamo con Andrea Candeloro, che di minifootball se ne intende. Il prefisso mini. Cosa rappresenta? “Il calcio a 6 è un ibrido tra il calcio e il calcio a 5. Si gioca in 6 contro 6 su un campo in erba di 50 metri con le porte più grandi del calcio a 5 ma più piccole del calcio a 11.” Così viene definito questo sport da Candeloro. Poi si lascia andare ad una dichiarazione forte, “che potrebbe attirare antipatie” scherza Andrea. “Giocandosi sull’erba è più divertente e anche più bello del futsal“. In effetti, a parte trovarsi dalla parte di chi lo gioca e di chi ne scova talenti, Andrea Candeloro crede molto nel successo del calcio a 6.

Perché? “A livello di gioco è più bello del futsal perché ci sono spazi più grandi quindi è più divertente anche da guardare. Il futsal è molto, troppo, tattico.” Ma non è solo una questione soggettiva. Il fattore oggettivo che non va tralasciato è che all’estero il peso di questo sport è diverso. “All’estero ha già avuto un grande sviluppo anche a livello di sponsor infatti ci sono stati molti sponsor nuovi che vengono dal mondo arabo. Stanno giocando nelle arene.” Spiega Candeloro. Così scopriamo che l’est Europa è la patria del minifootball. “Le federazioni di calcio lo hanno messo sotto di loro. Ci sono arene di 8000 posti riempite, si vedono cose diverse rispetto a cosa siamo abituati a vedere noi.”

calcio a 6

“Bisogna farlo diventare un lavoro per i giocatori”

Anche e soprattutto dal punto di vista della stazza dei giocatori. “All’estero sono più grandi, gli italiani sono più minuti proprio fisicamente- E questo diventa un limite nello scontro in campo perché ci si trova di fronte a dei muri viventi“. spiega Candeloro. “Molti li ho pescati dal futsal, le caratteristiche sono più simili benché questi ultimi non giochino sull’erba quindi per abituarsi non è facile. Giusto i difensori potrebbero venire dal calcio a 11. Comunque i risultati raggiunti in Italia sono buoni per questo credo nel futuro.” Ma per parlare di futuro bisogna avere aiuti concreti. “Dovrebbe avere un impulso dalla Lega Nazionale Dilettanti o dalla FIGC. Soprattutto per il numero di tesserati. Ad esempio si potrebbe dar vita ad un campionato estivo per dargli una spinta importante e creare adesioni. Lo sport è della gente”.

La gente oggi in Italia ha uno sport principalmente nella testa. Il calcio a 11. “Nel nostro paese un bambino sogna di essere Ibrahimovic, non Adriano Foglia, che è una leggenda nel calcio a 6. Certo affinché ci siano dei “miti” bisognerebbe anche garantire che sia un lavoro per il giocatore. Così come il calcio femminile che è appena diventato professionistico. E poi bisogna fare la cosa più importante: far innamorare i giovani.” conclude Candeloro che conclude con una previsione. Parliamo del pallone. “Per ora è lo stesso del calcio a 11 ma si pensa di farne uno ad hoc. Credo però ci vogliano ancora un paio d’anni per questo.”


spot_img