San Marino: il Codice degli Esports

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La Repubblica di San Marino diventa precursore nella disciplina del mondo dei videogiochi competitivi, grazie all’approvazione del Codice degli Esports. Il 23 aprile il Paese è diventato uno tra i primi in Europa e nel mondo a dotarsi di una regolamentazione ad hoc. Questa è volta a coprire ogni aspetto giuridico relativo agli Esports. L’universo dei videogiochi, competitivi e non, è ormai diventato una realtà economica importante in tutto il mondo. La Repubblica di San Marino è, dunque, tra i primi a rispondere all’esigenza dell’Esport di ricevere una regolamentazione adeguata.

Il Consiglio Grande e Generale di San Marino lo scorso 26 aprile.

Il Codice degli Esports di San Marino: l’approvazione

Con il Codice degli Esports, la Repubblica di San Marino si pone quindi all’avanguardia mondiale, bruciando sui tempi persino i Paesi che fino ad oggi si sono interessati alla materia dell’Esports più di tutti. Tra questi sicuramente la Francia, che recentemente aveva dichiarato di voler sviluppare una strategia nazionale per lo sviluppo degli Esports sul territorio nazionale. Il Codice degli Esports è stato elaborato al fine di «regolamentare, promuovere e tutelare l’Esport in ogni sua forma; riconoscere e regolamentare le professioni, le attività economiche e le competizioni nel settore dell’Esport nella Repubblica di San Marino», secondo quanto disposto nelle finalità della legge di cui all’art. 1 del Codice.

È stato Teodoro Lonfernini, Segretario di Stato con delega allo Sport e il lavoro, a presentare il Progetto di legge “Codice degli Esports”. Gli 86 articoli sono stati esaminati dal Consiglio Grande e Generale di San Marino lo scorso 26 aprile, e tutti quanti hanno passato il vaglio. La legge, dunque, è stata approvata all’unanimità, con 35 voti favotevoli su 35 presenti. Tra le finalità del Pdl anche quella di “far sì che a livello internazionale si possa far riconoscere il Paese come sede in cui svolgere in maniera privilegiata eventi di esport“, secondo quanto dichiarato da Gaetano Troina ed altri Consiglieri. San Marino è, dunque, il primo paese a livello europeo a legiferare in materia Esports, nonchè il primo a livello mondiale a dotarsi di un codice dedicato.

Un’arena Esports.

La disciplina a 360° del Codice degli Esports

Il Codice degli Esports mira a regolamentare l’Esports in modo completo, secondo le parole del Segretario Lonfernini. Innanzitutto, la legge mira a riconoscere e tutelare l’attività Esportiva in tutte le sue forme: professionistica, dilettantistica o amatoriale. Per la prima volta, l’Esport viene definito come vero e proprio diritto dei cittadini in chiave di promozione della realizzazione umana, sociale, educativa e culturale. L’art. 4 procede alla definizione di ogni aspetto legato all’Esport: dall’attività Esportiva alla prestazione Esportiva; dalla classificazione degli enti e delle imprese che operano nel settore Esports alla catalogazione di tutti gli Operatori dell’Esport. Tra questi, i Caster, i Broadcaster e gli Sviluppatori.

All’art. 6 del Codice viene predisposto il progetto per un Codice Deontologico dell’Esports, volto a disciplinare la condotta degli Operatori dell’Esports, ispirata sempre a lealtà, al fair-play e all’integrità, così come ogni altra disciplina sportiva. Il Codice ha anche un occhio di riguardo per la promozione del buon gioco e per la tutela psico-fisica dei Giocatori. Tra le novità più importanti, l’assimilazione del contratto di Prestazione Esportiva al contratto di lavoro autonomo. A seguire, una serie di tutele che prevedono, in determinati casi, che il relativo contratto venga disciplinato dalle norme vigenti in materia di diritto del lavoro. Un occhio di riguardo per la tutela dei giocatori minorenni: l’Attività Esportiva si può svolgere solo a partire dai sedici anni. Infine, viene istituito anche un vero e proprio sistema di Giustizia Esportiva, con un Tribunale Esportivo ed un Regolamento ad hoc.

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