Budget cap: League of Legends in Italia ne ha bisogno?

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Che League of Legends non sia più solo un gioco ormai è una frase datata. Lo si comprende quando ci si chiede in che modo possa diventare un business sostenibile sotto il profilo economico. Abbandonando del tutto la parte competitiva ed entrando in quella finanziaria, un importante argomento di dibattito negli ultimi mesi, forse nell’ultimo anno addirittura, è la difficoltà nel mettere d’accordo domanda e offerta a livello contrattuale. Da una parte i giocatori cercano di chiedere sempre più per fare, giustamente, della loro passione una professione; dall’altra le squadre cercano di convincere i migliori giocatori con offerte sempre più alte. In virtù di questo, si è parlato anche di budget cap come eventuale soluzione.

Budget cap: potrebbe essere la soluzione al PGNationals?
Un momento della diretta del campionato italiano durante la Champion Select

Un sistema inflazionato

Quello che sta succedendo in particolare in Italia è un fenomeno fisiologico che coinvolge i settori in crescita. Se inizialmente all’interno di un settore professionale ci sono determinati salari offerti e richiesti, più quel settore si sviluppa, cresce e riceve entrate economiche, che siano per l’ingresso di nuove realtà con fondi freschi da investire o l’arrivo di sponsorizzazioni che incrementano la disponibilità delle aziende già esistenti, più migliorano le condizioni dei vari attori di tale settore.

Nel League of Legends italiano in particolare si è innescata una sorta di corsa a proporre stipendi sempre più alti. In particolare per quei pochi giocatori che vanno a riempire la casella dell’LTR, ovvero di quei player, italiani o stranieri, che risultano “local” e non “import”. Il risultato è che il mercato dei giocatori ha subito un’inflazione che riguarda i salari. Come ha sottolineato il 21 ottobre Francesco Alacca “KingofEvils, ospite della trasmissione Studio League, in onda sul canale Twitch di Atleta ogni venerdì dalle 16:00 alle 18:00: “Se prima un giocatore local guadagnava 100, adesso viene richiesto il doppio, se non il triplo.

Il budget cap in Italia potrebbe essere una soluzione percorribile per alcuni addetti al settore
La finale del Red Bull Factions 2022 tra Atleta Esport e Macko Esports

Di chi è la responsabilità?

Non è ovviamente colpa di nessuno. È una conseguenza fisiologica della crescita del settore che dipende da una maggiore liquidità a disposizione di chi deve costruire la propria squadra. Alacca, che ha lanciato la propria agenzia di procuratori per giocatori negli scorsi mesi, chiamata HSL Agency, ha raccontato di come abbia trovato una situazione che inizia a essere complicata per la scena. “Da un lato è giusto che i salari dei giocatori crescano, e con la mia agency siamo pronti a tutelarli.

“Il problema a mio avviso è che la crescita è stata troppo rapida a causa di squadre che hanno speso troppo, a volte più di quanto potessero, e soprattutto male.” Alcune realtà arrivate negli ultimi anni hanno quindi creato un sistema di offerte al rialzo senza avere però le fondamenta solide per poterselo permettere. “In questo modo” – ha proseguito Alacca – “si è innescato un meccanismo pericoloso che ha sì portato a migliorare le condizioni dei giocatori ma al tempo stesso a rendere quasi impossibile per molte squadre soddisfarle.”

"Il Budget cap deve essere accompagnato da un pavimento salariale". Le parole di Francesco "KingofEvils" Alacca.
Francesco Alacca “KingofEvils”, a destra, quando vestiva i panni di coach degli Esport Empire

Budget cap: l’altra faccia della medaglia

La conseguenza di tale fenomeno è che le squadre puntano su giocatori di secondo piano, che accettano un salario inferiore e più abbordabile, impoverendo però la scena competitiva. “Alcuni giocatori di buon livello, pur di competere, a quel punto accettano anche salari decisamente più bassi rispetto a quelli che meriterebbero, di fatto svendendosi”, ha sottolineato Alacca. Non è tuttavia l’unica questione accessoria: “Un altro discorso è che in questo modo alcune squadre potrebbero puntare su giovani in cerca di una vetrina, magari arrivando dal Proving Grounds o addirittura dal Circuito Tormenta, scambiando parte del salario per visibilità al PG Nationals.”

Di fatto però questi giocatori andranno incontro a due problematiche. Da un lato non sono ancora pronti per giocare nella massima serie, e diventa per loro un danno d’immagine; dall’altro lato non hanno la percezione del loro valore. Accettano un salario al ribasso per la lega in cui giocano, molto spesso sottopagato per l’impegno richiesto che non si conclude solo con le partite ufficiali, ma anche con gli allenamenti durante l’intera settimana.

Budget cap, è la soluzione?
Gabbo, MightyDragon, Xonix, Endz e Cospect, campioni dello Spring Split del PG Nationals 2022

Budget cap: una possibile soluzione

In molti si sono spesi per una soluzione il più immediata possibile. Tra questi pubblicamente spicca Gabriele Ingrassia, founder e Ceo dei Cyberground Gaming, una tra le storiche organizzazioni del panorama italiano. Ingrassia ha più volte ribadito l’esigenza di porre un freno a questa escalation salariale, proponendo un budget cap per le squadre, come si pensa di introdurre sia nella coreana LCK che nella cinese LPL. Cosa significa? “Significa che le squadre non possono spendere più di un tot per costruire la propria squadra”, ha spiegato Alacca. “Se dovessero superare tale soglia, riceverebbero una multa il cui ammontare verrebbe poi diviso in parte tra il Tournament Organizer e le altre squadre che si sono ‘comportate bene’, in base agli accordi presi.

Questo però non sarebbe sufficiente per risolvere l’intero problema. Giusto porre un tetto ma rimarrebbe scoperto il fondo con le squadre che potrebbero continuare a offrire salari sottopagati per risparmiare. Potrebbe persino scatenarsi una corsa al ribasso opposta a quella al rialzo. “Esatto, motivo per cui il salary cap, nonostante possa essere una buona soluzione nell’immediato, non può camminare da sola”, ha proseguito Alacca. “Dovrebbe essere accompagnata da un pavimento, in modo da tenere i salari all’interno di una fascia tra il budget cap e un minimo salariale. Provvedimento che risulterebbe necessario per conferire professionalità e valore a tutti gli attori che popolano la scena competitiva di League of Legends”.

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