Stadio Olimpico: 70 anni di storia

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Inaugurato nel 1953, lo Stadio Olimpico è un simbolo dello sport italiano e un spot importante per la città di Roma. Ma è molto di più: è un microcosmo di passioni dove 70.634 cuori battono ad ogni evento sportivo o musicale. Sì perché lo Stadio Olimpico non è solo calcio. E’ rugby, atletica, musica e cultura.

Non solo sport, dal 1953

Il 17 maggio 1953, alla presenza del presidente della Repubblica Luigi Einaudi, viene inaugurato lo Stadio Olimpico di Roma. I cancelli vennero aperti per la prima volta in occasione della partita di calcio Italia-Ungheria. Era l’Italia di Giampiero Boniperti capitano e del ct Giuseppe Meazza, per intenderci. Fu la prima di una serie infinita di partite. L’inaugurazione accolse anche la conclusione della tappa Napoli-Roma del Giro d’Italia. Ma lo stadio Olimpico è molto di più. E’ rugby, è atletica, è musica. Diventa terreno di casa per atleti, tifosi, cantanti e fan. Sono metri quadri di passione e sostegno. E’ stato lo Stadio dei Cipressi, poi detto dei Centomila per il numero di posti cui inizialmente si auspicava. E’ diventato Olimpico dopo aver ospitato i Giochi di Roma del 1960. Ideato nel 1927, è stato anche protagonista della storia.

Dopo che Luigi Moretti riprese nel ’37 il progetto iniziale di Enrico Del Debbio, divenne luogo dei Giochi nel periodo fascista. Durante la guerra venne utilizzato come autoparco e punto di ristoro dalle truppe americane. Il CONI nel 1949 ne fece completare l’opera. Viene ultimato soltanto nel 1953 da Annibale Vitellozzi. In previsione dei Mondiali di calcio Italia ‘90, lo stadio Olimpico viene radicalmente ristrutturato: quasi del tutto demolito e ricostruito in cemento armato. Si salva solo la tribuna Tevere, che viene estesa con ulteriori gradinate, mentre le curve vengono avvicinate al campo. Alla fine dei lavori, la nuova capienza dello stadio Olimpico è di 82.922 posti complessivi. Per rendere lo stadio conforme alle norme UEFA, si rendono necessarie numerose modifiche nel 2007, in vista della finale di Champions League del 2009. I posti vengono ridotti fino agli attuali 70.634.

Stadio Olimpico tra storia e futuro

Nato come stadio all’interno della “cittadella dello sport”, voluta e commissionata da Mussolini a Del Debbio, in effetti lo sport lo ha onorato e ne è diventato simbolo. Dall’inaugurazione ha ospitato finali di Champions, di Coppa Italia con relative consegne; qui hanno vinto gli scudetti le due squadre della capitale. Ha ospitato finali di Europei di calcio e partite inaugurali dello stesso torneo. Ci sono stati i Mondiali di atletica leggera. E’ stato teatro dei concerti più belli di sempre: gli U2, nel 2017, vi hanno festeggiato i loro 30 anni di attività. Fu uno dei concerti più seguiti della storia. Quello stesso anno all’Olimpico Totti dà l’addio al calcio, con migliaia di tifosi in lacrime sugli spalti. Dal 2013 diventa la casa degli azzurri del rugby.

«I 70 anni dello Stadio Olimpico sono una data importante e noi come Sport e Salute pensiamo che il modo migliore per festeggiare la ricorrenza è rendere sempre più vivo questo impianto, armonizzarlo dentro la città, non imbalsamarlo in una logica monumentale – commenta  Vito Cozzoli, presidente e ad di Sport e Salute. «Non è solo calcio: è rugby, atletica, musica con i concerti, cultura col tour dello stadio è un luogo iconico dove sono state scritte pagine memorabili di una storia bellissima e altre ne vogliamo scrivere qui nel parco del Foro Italico che stiamo rigenerando attraverso un intervento di riqualificazione e rigenerazione urbana che si concluderà nel 2026».

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