Rocco Guerra, il velista dei due mari

Ultime notizie

Giochi Olimpici invernali: riflettori su Pellegrino e De Fabiani

I Giochi Olimpici invernali si avvicinano e l'Italia sogna...

Il nuovo Futsal visto con gli occhi del D.G. Bontempi

Il Mercoledì a L’Atleta è sinonimo di futsal. Questa...

Mirco Casassa, la locura di un portiere di futsal

Come ogni mercoledì, Futsal Arena porta gli ospiti e...

VALORANT: il nuovo titolo competitivo targato Riot games.

Agent's Range Italia è la nuova realtà che ospita...

Share

Rocco Guerra, classe 2004, diciassette anni ad Agosto, non è un velista qualsiasi. Atleta della Lega Navale Italiana di Manfredonia, solca il mare da nove anni a bordo della Rats On Fire, ma la pandemia gli ha fatto conoscere un altro modo di vivere la vela. Per mantenere i contatti con i suoi amici e continuare a praticare lo sport che amavano, Rocco Guerra scopre Virtual Regatta.

Rocco Guerra durante l’intervista ad AtletaNews

Rocco Guerra e il team MCES, maggiori esponenti dell’eSailing italiano

Virtual Regatta, per i più profani, è IL simulatore di vela per eccellenza. Scelto come sport virtuale anche per gli Olympic Virtual Games attualmente in corso, è in grado di replicare modalità diverse di regata, sia inshore che offshore. Per Rocco Guerra Virtual Regatta nasce come un gioco da fare con gli amici, ma con il passare del tempo diventa un po’ di più. Da passatempo dove condividere una passione comune, il videogame diventa un modo nuovo per imparare ad approfondire aspetti della tattica velistica che prima sarebbero sembrati meno rilevanti. Ed è qui che Rocco “Rock on Fire” brilla da subito. Campione italiano 2020 e soprattutto, titolo che gli è valsa la prima qualificazione ai Mondiali del 2021, vincitore della E-America’s Cup.

Là dove Luna Rossa è quasi riuscita, Rocco ha portato a casa il titolo della regata più famosa del mondo, che l’ha visto trionfare in finale in un derby tutto italiano, contro il suo compagno di team MCES Luca Coslovich. Rocco descrive le sue vittorie con una naturalezza disarmante, come scosso da un umiltà non propria di un ragazzo della sua età. “La vela e il mare sono sempre stati parte integrante della mia cultura, quando la pandemia ha voluto negarmeli, mi è sembrato naturale continuare ad allenarmi su una piattaforma come Virtual Regatta”. Quando gli chiediamo se preferisce regatare sentendo il profumo delle onde o studiando le tattiche più certosine in gioco, non si sbilancia, ma ci rivela che le sensazioni che si provano sono diverse. “Mi sento molto più sotto pressione quando velo a casa, circondato dalle aspettative dei parenti. In mare sto più tranquillo”.

I successi di Rocco Guerra lo hanno anche portato ad essere finalista al prestigioso premio di Velista dell’anno

Prima le Olimpiadi, poi pensiamo al Mondiale

Intervistato sul canale Twitch di Atleta League, il giorno dopo le premiazioni per il Velista dell’anno a cui abbiamo partecipato anche noi di Atleta, Rocco ci spiega come ora gli occhi siano tutti puntati sul Giappone e sulle imminenti Olimpiadi. Alle premiazioni di ieri abbiamo visto tutto il team di vela dell’Italia. E’ un gruppo molto giovane e molto talentuoso, ho grandi aspettative nei loro confronti“. I vincitori del premio organizzato dalla FIV sono stati per la terza volta Ruggero Tita e Caterina Banti. Per Rocco sarà proprio la categoria Nacra, insieme a quella del Windsurf, ad eccellere a Tokyo. Ma anche Rocco Guerra parteciperà alle Olimpiadi. O meglio, lo sta già facendo.

Con l’occasione delle Olympic Virtual Series, è in corso una regata che vedrà partire i velisti virtuali da Rio, alla volta di Tokyo. Barche tutte uguali, le condizioni meteo rispecchiano quelle del “mondo reale”. Sarà la strategia la chiave per la vittoria finale. “Io ho scelto la rotta meno rischiosa, non sono voluto passare dal Nord. Passare per i ghiacci probabilmente è più veloce, ma ti espone a rischi che potrebbero essere fatali“. Con le prime esperienze nel mondo dell’esport, Rocco ha anche conosciuto l’esistenza dei team, come MCES Italia, che lo ha preso sotto la sua ala protettiva. “Entrare in MCES è stato molto importante. Siamo seguiti costantemente da professionisti che ci seguono passo passo e ci aiuta molto“.

spot_img