Problemi di cuore: gli addii più dolorosi del calcio

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Il calcio va veloce, forse troppo, non si ferma e non aspetta nessuno. Questo sport è costato caro a tanti atleti che hanno dovuto appendere gli scarpini al chiodo per problemi di salute. L’ultimo caso è quello di Sergio Aguero che ha combattuto contro un problema di cuore ma alla fine ha scelto di mollare. Scelte di vita prima che di sport ma che lasciano l’amaro in bocca a tutti gli appassionati. Purtroppo alcuni di loro se ne sono andati, altri si sono fermati prima, rimanendo aggrappati alla vita a discapito della loro passione più grande.

I casi di Eriksen, Muamba e de la Red

Certamente l’addio al calcio di Aguero ha lasciato tutti sorpresi e molto amareggiati. Non vedere più sul rettangolo verde campioni di questo livello fa ancora più male. Purtroppo, però, sono tanti i calciatori che in questi anni hanno dovuto abbandonare la loro vita sportiva per preservare la salute. Di recente il tragico episodio di Christian Eriksen che durante una gara estiva degli Europei si è accasciato sul campo per un problema cardiaco. Sembrava non ci fosse più speranza ma Chris è riuscito a salvarsi, dovendo, però, inevitabilmente lasciare l’Italia per la mancanza di idoneità sportiva. Adesso non è ancora certo il suo futuro ma sicuramente il calcio non potrà avere più lo stesso ruolo nella sua vita.

Molto significativo è anche il caso di Fabrice Muamba che nel 2012 in una partita di FA Cup con il Bolton ha perso i sensi per un arresto cardiaco. Il centrocampista congolese naturalizzato inglese ha lottato per giorni tra la vita e la morte riuscendo a sopravvivere. Fabrice, però, si è trovato ad un bivio: lasciare lo sport che amava o continuare a giocare rischiando di morire. Lo stesso anno ha annunciato il ritiro all’età di 24 anni, intraprendendo la carriera da giornalista sportivo, suo attuale lavoro. Un esempio di storia dall’esito positivo, come quella di Ruben de la Red. Il centrocampista spagnolo cresciuto nel Real Madrid, è stato colpito da un malore durante una partita di Coppa Del Re. I controlli rilevarono un problema cardiaco che lo costrinse a interrompere la carriera bruscamente. Oggi Ruben è un allenatore; l’ultima esperienza sulla panchina del Getafe B, durata fino al 2016.

Problemi di cuore: addii per nuove pagine di vita

Significativo è anche il caso di Nwanko Kanu. Nel 1996 durante il suo passaggio dall’Ajax all’Inter, gli venne riscontrata una malformazione cardiaca. L’allora presidente Massimo Moratti decise, però, di trattenerlo e di pagargli le cure, fino a quando il giocatore nigeriano tornò in campo. Il caso di Kanu viene considerato ancora oggi un miracolo. Oggi aiuta i bambini malati attraverso la sua fondazione, la Kanu Heart Foundation, arrivata fino a paesi come India e Israele. Anche il campione del Mondo Lilian Thuram ha dovuto fare i conti con problemi di cuore.

Nel 2008, poco prima del suo trasferimento al PSG, scoprì una malformazione cardiaca, probabilmente simile a quella che era costata la vita al fratello. Dopo mesi di riflessioni, decise, su richiesta della famiglia, di ritirarsi dall’attività agonistica. Oggi Thuram porta avanti un impegno politico non indifferente. Si è prodigato per campagne in favore della lingua catalana, ma soprattutto per la lotta al razzismo, scrivendo anche un libro “Il pensiero bianco”. Un altro esempio di atleta che si è rimboccato le maniche, creandosi una nuova vita, nonostante proprio la vita lo abbia messo duramente alla prova. Esempi di sport e di vita che hanno saputo accettare il loro problema, affrontandolo di petto con la forza dei veri campioni.

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