Pc Bang e Gaming House, dove nascono i campioni eSportivi?

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In ogni parte del mondo, un bambino sogna di fare per sempre ciò che gli piace fare: giocare ai videogames. In ogni parte del mondo, un bambino riesce a trasformare questa passione in un lavoro, in uno sport. A seconda della parte del mondo in cui si trova quel bambino però, le difficoltà da superare saranno diverse.
L’esport è uno sport a tutti gli effetti, come testimoniano le ore di allenamento e il tipo di preparazione a cui gli atleti si sottopongono. Ma dove e come nascono questi talenti?

pc bang

L’avvento dei Pc Bang coreani e di Starcraft

In Asia e in Europa, le modalità di approccio a queste discipline sono drasticamente diverse. Da una parte vediamo il fenomeno dei Pc Bang, o Internet cafè, dall’altra quello dello scouting nelle gaming house delle squadre già affermate. Il primo Pc Bang celebre in Corea del Sud risale al 1994, conosciuto come “Cyber Cafè” o “Internet Cafè”. Era, come dice il nome stesso, un luogo in cui i clienti potevano consumare le loro bevande preferite ed usufruire di una connessione internet. La popolarità di questi luoghi non era molta, fino al 1998, anno del rilascio di Starcraft.

Con l’uscita di questo gioco, moltissimi ragazzi di ogni fascia d’età, si ritrovavano nei Pc Bang per giocare insieme e parlare delle ultime novità riguardanti aggiornamenti e strategie per migliorarsi. Con il passare del tempo e l’uscita di nuovi giochi online, come Dota2 e League of Legends, i Pc Bang sono diventati dei veri e propri templi dell’esport. Sono luoghi tranquilli, economici, aperti 24 ore su 24, dove si può mangiare, giocare, e anche guardare i propri campionati esportivi preferiti.

pc bang

Perché la Corea del Sud si è innamorata dei Pc Bang?

I ragazzi coreani hanno delle aspettative altissime e scelgono con cura il loro Pc Bang di fiducia. Se una volta si verifica un problema di connessione, un calo di fps, quel posto non è più degno di considerazione. Questi Internet cafè si sono radicati completamente nella cultura asiatica: è oramai usanza tipica correre in uno di questi luoghi di ritrovo subito dopo le lezioni. Il loro funzionamento è molto semplice. Appena si entra ci si registra con una tessera sulla quale si carica l’equivalente delle ore che si pensa di spendere alla propria postazione.

Con quella tessera, si effettua il login al proprio pc (rigorosamente di ultima generazione, con i migliori componenti per il gaming), dal quale si può ordinare da mangiare e da bere. I menù dei più famosi Pc Bang sono vari, si spazia dalla cucina occidentale a quella locale, passando per snack ed energy drink d’ogni genere. Ordinando dalla propria postazione, si potrà essere serviti direttamente al tavolo, senza dover interrompere la sessione di gioco.

pc bang

L’esportazione del modello Pc Bang in Asia ed Europa

Gli altri paesi asiatici hanno subito visto nel fenomeno Pc Bang un’opportunità, importandolo e riscuotendo immediatamente un successo incredibile. In Cina sopratutto, dove League of Legends (LoL) sta vedendo un aumento sempre costante di giocatori e tifosi (le squadre cinesi hanno dominato gli ultimi due campionati mondiali, detronizzando quelle coreane), gli Internet Cafè hanno visto nascere miti e leggende del panorama esportivo. Jian Zihao, meglio conosciuto come Uzi, uno dei più forti giocatori di LoL del mondo, ha confessato di aver passato moltissimo tempo nei Pc Bang con il padre, per allenarsi o anche solo per giocare con gli amici.

Un Internet Cafè in Cina ha anche un ristorante di sushi, che offre sconti in base alla propria divisione nelle partite classificate su League of Legends. Anche l’Italia ha visto i suoi primi Pc Bang nascere, per quanto non godano della stessa considerazione del modello asiatico. Il primo ad aver riscosso un discreto successo è stato il MOBA, a Milano e Torino, nato più come un esports Pub che come Internet Cafè. L’esports Pub ha orari diversi, tariffe sicuramente più elevate e di solito non si rivolge ad un pubblico così vario come il suo gemello coreano.

la gaming house di Qlash

Le Gaming House, il passo successivo…?

Se in Asia i Pc Bang rappresentano il punto di partenza della maggior parte dei campioni di esports, in Europa, non essendo questo fenomeno radicato nella nostra cultura, il procedimento è diverso. La maggior parte dei team d’alto livello ha una gaming house, luogo dove i prospetti interessanti e i membri del team vivono, passano il tempo insieme facendo attività di gruppo, allenandosi e studiando tattiche per migliorarsi, nella mente e nel fisico.

In Europa, i player considerati ad alto potenziale, hanno l’opportunità di essere reclutati da un’Academy di un team famoso, trasferirsi nella loro Gaming House per vedere come si adattano alla squadra e al drastico cambio di vita. Non avendo mai giocato in un luogo diverso dalla propria camera, con nessuno con cui confrontarsi direttamente, c’è il rischio che questo processo avvenga più lentamente del necessario, e che risulti estremamente difficile, se non impossibile, sopportare un tale stravolgimento della routine.

Alcuni dei più famosi team italiani si stanno attrezzando per costruire delle Gaming House di tutto rispetto, come la Qlash House a Treviso e l’Esports Palace a Bergamo. L’obiettivo è quello di dotare i propri giocatori di ogni comfort possibile, di riuscire ad allenarsi giornalmente e di favorire la creazione di uno spirito di squadra. L’esperimento, per ora, visti i risultati deludenti in campo europeo, non può dirsi riuscito. Forse, anche qui, va cercata la “via europea”.

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