MMA: da Adesanya a Holm, quando la vittoria è inattesa

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Nelle arti marziali miste la sorpresa e il colpo di scena sono sempre dietro l’angolo. Diversi gli underdog che, nel corso degli anni, hanno rubato la scena ai campioni. Da Holly Holm a Nate Diaz, passando per Matt Serra, fino al recente Adesanya, MMA fa rima con ‘vittoria inaspettata’.

La sconfitta di Conor McGregor (fonte Cnn)

Incasso, subisco, ma non crollo. Adesanya eroe dell’MMA, una vittoria romantica

Nello sport a volte non vince il migliore. Può capitare che a rubare la scena e prendersi gli onori, anche solo per una notte, siano gli underdog, gli sfavoriti, insomma quelli ‘scarsi’. Nel calcio è bello vedere questi ribaltoni, lo stesso vale per il tennis e anche per le MMA possiamo suonare la stessa ‘sinfonia’. Tra gli ‘annales’ delle arti marziali miste, tante sono state le vittorie inattese che hanno sorpreso pubblico e addetti ai lavori. Perché in fondo, questa è l’essenza delle MMA, uno sport dove la sorpresa è sempre dietro l’angolo, un unico colpo che buca la guardia dell’avversario può ribaltare tutto. Anche se per l’intero match hai subito ‘caterve di botte’, con una singola azione tutto potrebbe capovolgersi. Il recente scontro tra Adesanya e Pereira ha proprio le stimmate della ‘vittoria inaspettata nelle MMA’. I due fighter si sono affrontati per il titolo dei pesi medi UFC. Non era la prima volta che se le davano.

A novembre, il brasiliano aveva strappato il titolo ad Izzy, confermandosi kryptonite per il nigeriano. Adesanya, infatti, in tre match contro di lui le aveva sempre perse. Dire che era sfavorito è dire poco. Parliamoci chiaro, il 33enne di Lagos è tra i migliori di sempre nella sua categoria, ma Pereira era la sua bestia nera e per quanto si impegnasse aveva rimediato solo sonore sconfitte. In questo ultimo match l’andazzo sembrava proprio quello. Per dirla alla ‘pallonara’, il brasiliano faceva la partita e l’atro subiva. Kick, scariche di colpi al corpo e Izzy incassa. Pereira aumenta i giri, low kick alle gambe, destro, ginocchiata al volto e gancio sinistro. La combinazione è quella giusta, Pereira vede la vittoria, ultimo colpo ed è fatta, ma per caricarsi si scopre. Per un decimo di secondo apre un leggero spiraglio nella sua guardia, Adesanya se ne accorge e come un avvoltoio ci si butta dentro. Destro tonante al volto e subito altro diretto. In un battito di ciglia, Pereira è K.O. Adesanya vince, ribaltando ‘l’irribaltabile’.

Holly Holm surclassa Ronda Rousey (fonte Bleacher report)

Holm spacca la faccia alla Rousey, Silva con la gamba spezzata, Diaz e Serra. Da outsiders a campioni

Le MMA sono questo. Da un momento all’altro può succedere qualsiasi cosa e qualsiasi cosa significa anche vedere Mc Gregor crollare contro il semisconosciuto Nate Diaz. Il campione irlandese, osannato da mezzo mondo, nella sua carriera ha subito una sconfitta quanto mai inattesa. Correva l’anno 2016, in palio non c’era nulla, ma quella sera la reputazione di Conor è finita sotto i tacchi. Per Nathan poche vittorie di rilievo in carriera, ma quella è storica. Da ‘sfavorito totale’, ha affrontato il campione di tutto, subendo una marea di colpi, per poi ribaltare il ring con una mossa di sottomissione. Epico Diaz, come epica fu Holly Holm. La bionda americana nel 2015, surclassò di botte la leggenda Ronda Rousey, che non perdeva da 12 incontri. Un po’ come ‘Davide contro Golia’, tanto era il divario tra le due, eppure la Holm sorprese tutti. Strappò il titolo all’atleta di MMA più forte di sempre con una combinazione di colpi dalla violenza inaudita.

Tanto sangue sul ring quella sera. Labbro squarciato in due per Ronda e operazione chirurgica per ridarle quel sorriso, che però, a livello psicologico, non ritroverà più. Qualche mese dopo quella cocente sconfitta, la Rousey si ritirerà. Umiliante e destabilizzante è stata anche la sconfitta subita dal colosso delle MMA Georges St-Pierre, ‘mazziato’ dall’underdog Matt Serra. Le parole del fuoriclasse canadese descrivono tutto: “Tutti davano Serra per spacciato, anche io, lo guardavo e pensavo non avesse chance, invece mi strappò il titolo. Fu l’esperienza più umiliante della mia carriera, ma compresi che non vince sempre il fighter migliore, ma quello che lotta meglio la sera dell’incontro”. Un altro al quale non davano nemmeno un ‘cappero’ per vederlo vincere era Chris Weidman. Doveva affrontare il campione Anderson Silva, uno che dominava da quasi un decennio. Da perdente annunciato, surclassò il veterano portandosi a casa il titolo ed un anno dopo lo difese, spezzando, involontariamente, la gamba al povero Silva.

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