Anche Frattesi nel gruppo: l’Inter è sempre più made in Italy

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L’Inter di Simone Inzaghi è sempre più made in Italy. Con il rinnovo di Bastoni e l’arrivo di Frattesi, il club nerazzurro sta costruendo un solido gruppo di italiani che possono rappresentare un valore concreto anche per la nostra Nazionale. I tempi in cui l’Inter veniva etichettata come la squadra di soli stranieri sembrano ormai alle spalle.

Bastoni e Dimarco Inter
Bastoni e Dimarco Inter (LaPresse)

L’Inter degli italiani: Frattesi consolida lo zoccolo duro made in Italy

Il calciomercato estivo dell’Inter è iniziato a mille all’ora, con tante operazioni sia in uscita che in entrata. L’addio più significativo è senz’altro quello di Marcelo Brozovic che dopo 8 stagioni ha lasciato i nerazzurri per approdare in Arabia Saudita. Anche Edin Dzeko ha salutato Milano per sposare il progetto del Fenerbahce ma la mossa di Marotta e Ausilio non si è fatta attende. A parametro zero è arrivato il figlio d’arte Marcus Thuram, un’operazione di grande valore che ringiovanisce decisamente il reparto offensivo. Un acquisto di spessore per l’Inter che ha avuto la meglio anche per Davide Frattesi. Dopo una telenovela quasi infinita, la squadra di Inzaghi ha sfruttato l’accordo col giocatore per battere la concorrenza di Roma e Milan, garantendosi uno dei centrocampisti italiani di maggior valore. L’ex Sassuolo va ad arricchire un gruppo di italiani ormai molto solido che si sta trasformando nello zoccolo duro della squadra.

Da Alessandro Bastoni, fresco di rinnovo, a Francesco Acerbi e Matteo Darmian. Una linea difensiva che ha contribuito in modo inequivocabile allo straordinario percorso europeo dell’ultima stagione nerazzurra. Senza dimenticare la leadership di Federico Dimarco, punto di riferimento sulla fascia sinistra e simbolo del nuovo ciclo interista. Frattesi troverà uno dei suoi modelli di riferimento, Nicolò Barella. Colui che ha detto di studiare quotidianamente per prendere ispirazione. Già in nazionale negli ultimi tempi ha assaporato l’intesa con l’ex Cagliari e dalla prossima stagione potrà definitivamente modellarla. Un centrocampo che diventa sempre più italiano e che vanta anche un altro grande talento come Asllani che, se pur albanese, possiede la cittadinanza italiana. La corteccia dell’Inter sta diventando sempre più made in Italy. Un cambio repentino di scenario rispetto alla squadra che in passato è stata spesso criticata per la presenza di un largo numero di giocatori stranieri in rosa.

Barella vs Frattesi
Barella vs Frattesi (Getty Images)

Dal presente al futuro: l’Inter degli italiani

Il nuovo ciclo nerazzurro sta prendendo forma in questa sessione estiva di calciomercato e la presenza dei giocatori italiani sembra una linea precisa della società. L’italianità ha avuto successo nell’ultima annata, come dimostra la finale di Champions League ottenuta dalla squadra di Simone Inzaghi e giocata ad armi pari contro gli alieni del Manchester City. Anche la presenza di un allenatore italiano con una grande visione ha permesso ai giocatori di creare un gruppo dalla straordinaria forza d’animo. Se diversi italiani a fine ciclo hanno lasciato la Milano nerazzurra (da Gagliardini a D’Ambrosio), l’Inter vanta tanti giovani di talento anche per il futuro, alcuni dei quali stanno facendo esperienze in prestito. Uno di questi è Giovanni Fabbian, centrocampista classe 2003, reduce da una stagione notevole con la Reggina in Serie B e voglioso di giocarsi le sue chance in nerazzurro. Ma anche Mattia Zanotti, Franco Carboni, Sebastiano Esposito. Tanti giovani talenti che in futuro potrebbero far comodo nel percorso di ricerca di calciatori italiani.

L’Inter ha anche tanti rimpianti. Soprattutto negli ultimi anni ha lasciato andare tanti gioielli che avrebbero potuto fare le fortune del club. Se la cessione di Samuele Mulattieri è servita per arrivare a Frattesi, certamente spicca quella di Nicolò Zaniolo nel 2018 (inserito nell’operazione Nainggolan). Nell’agosto 2022, invece, i nerazzurri hanno rinunciato a Cesare Casadei, trasferitosi al Chelsea per 15 milioni. L’Inter però, vuole imparare dagli errori e avere una visione più oculata rispetto ai giovai nostrani. Un segnale importante anche in chiave Nazionale e che potrebbe essere il primo passo verso una risalita del calcio italiano. Di fatto i giovani di talento hanno bisogno di confrontarsi con grandi club, così da poter disputare le massime competizioni europee e misurarsi con i migliori. La nuova ondata nerazzurra made in Italy potrebbe arricchirsi ulteriormente in questa sessione di calciomercato, stroncando le critiche del passato sull’Inter dei soli stranieri.

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