Dominic Thiem, cosa ti è successo?

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Lontana la luce in fondo al tunnel per l’ex n. 3 al mondo. Dopo il grave infortunio al polso, non è mai tornato ai suoi livelli, crollando nel ranking e perdendo il tennis che lo aveva contraddistinto fin dagli esordi. Depressione, problemi psicologici e ansia agonistica. Dov’è finito il vero Dominic Thiem?

Dominic Thiem
Il rovescio a una mano di Dominic Thiem (fonte AtpTour)

Talento a palate, consacrazione slam, poi il buco nero. Che fine ha fatto Dominic Thiem?

Per un folle amante del rovescio a una mano, scrivere di Dominic Thiem è un privilegio, eppure nel buttar giù queste righe, la sensazione dominante è la tristezza. L’austriaco non è più quel giocatore che ricordavamo. Dopo il maledetto infortunio al polso, rimediato a giugno 2021, il classe ’93 è precipitato in una spirale negativa, dove a fatica riesce a tenere la testa fuori dal fango che lo opprime. Sono passati due anni da quella sfortunata giornata. Dominic è tra i primi 5 al mondo e sta dominando 5-2 contro Mannarino al torneo sull’erba di Maiorca. Ad un tratto il suo polso destro fa crack. Fitta terribile nella parte più sensibile dell’arto e la decisione è immediata: “Mi ritiro”. Da quel momento un calvario infinito che tutt’oggi si porta dietro. Sceglie di non operarsi e allora oltre due mesi di tutori, terapie e riabilitazione maniacale. Prova a tornare per lo US Open, dove avrebbe dovuto difendere il titolo vinto l’anno prima, ma una ricaduta lo frena.

Precipita nel ranking fino all’abissale 352° posizione, facendo qualche comparsata in challenger e tornei minori, prendendo, però, solo sonore bastonate. Basti pensare al terrificante score dei primi mesi del 2023: 9 sconfitte in 10 incontri. Ad oggi, il polso non dà più problemi, ma è la condizione fisico-mentale che blocca la risalita dell’austriaco. “Non capisco cosa mi stia succedendo. Il dolore non c’è più, ma la tensione del match mi blocca”. Dalle sue parole trapela un’ansia agonistica che ha oppresso molti suoi colleghi, ma il punto nodale sta nel saperla dominare e al momento Thiem sembra far fatica. “Mi sono infilato in un buco nero, e non so come uscirne – aveva detto qualche mese fa – Sto lavorando con un psicologo per tornare al mio livello”. Sostegno psicologico, quindi e terapia mirata per governare la tensione del match, tuttavia i problemi di Thiem riguardano anche il suo tennis. Quel rovescio ‘arcobalenico’, con il quale dominava da fondo, sembra svanito nel nulla. Fa da eco il suo ‘turbo-dritto’, che ha perso la sua dominante prepotenza.

Anett Kontaveit (fonte Tiscalisport)

Le difficoltà di superare un infortunio: dalla resilienza di Murray alla bandiera bianca di Kontaveit

Ad oggi Dominic, come un normale tennista a fine carriera, si barcamena intorno alla 100° posizione, ma il problema è che lui non è un giocatore agli ultimi acuti. È ancora nel vivo della carriera, ha 29 anni e sappiamo che il tennis può regalare molte gioie anche superati i 30, chiedere a Djokovic, Nadal, Federer, Sampras o Connors, per credere. Tuttavia, fa tremendamente fatica anche contro avversari che un tempo spazzava via con una manata. Il suo palmares parla da solo, tra Master 1000, US Open, finali slam ed ex numero 3 al mondo, eppure è lontano parente di quel giocatore capace di vincere contro i ‘fabfour’. Dominic sembra aver fatto un netto passo indietro in tutti i fondamentali, servizio, dritto e gioco a rete. Questo lo si capisce anche dalle scelte tecnico-tattiche incomprensibili durante i match, come palle corte fuori luogo e colpi da fondo improbabili. Insomma, Dominic è in confusione e dopo un infortunio questa situazione capita spesso.

Ne sa qualcosa Andy Murray che, dopo l’operazione alle anche, ha impiegato diverso tempo per tornare su livelli accettabili, rientrando addirittura tra i primi 40 al mondo, dopo che i medici volevano farlo smettere. “Gli ho detto di avere pazienza. Ho vissuto il suo stesso calvario – ha affermato lo scozzese parlando di Thiem – Il suo è un problema mentale. Deve solo vincere qualche partita consecutiva per ribaltare tutto”. Sugli stessi binari dell’austriaco, ci è passato anche Wawrinka, dopo l’operazione al piede e ha faticano non poco per poter riprendere a competere. Monfils, Goffin e Nishikori, invece, non sono mai veramente tornati sui livelli degli anni passati, così come la Kontaveit, che a soli 27 anni ha deciso di ritirarsi per i gravi problemi alla schiena. L’anno scorso era n. 2 del ranking. Thiem, quindi, può tornare quello di un tempo? Ha tutte le carte in regola per riuscirsi. Oltre a prendere spunto dalla resilienza esemplare di Murray, l’austriaco ha dalla sua la forza dell’età e una classe talmente cristallina che nessun infortunio può cancellare.

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