Andy Murray: dalla Davis 2006 all’Australian Open 2023, il tempo sembra essersi fermato per il re delle rimonte

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All’Australian Open 2023, Andy Murray ha fatto sognare il pubblico con le sue partite epiche e l’ennesima rimonta da 0-2. Nella sua carriera ne ha messe a segno unidici, il nuovo record dell’Era Open

Andy Murray

Una prestazione splendida, che ci ricorda perché è stato il numero uno

A volte non serve che il risultato finale sia quello più importante, per prendersi le prime pagine dei giornali. Andy Murray è stato eliminato in quattro set da Roberto Bautista Agut nel terzo turno dell’Australian Open 2023. Eppure, il giocatore britannico è probabilmente l’uomo del torneo, e lo sarà indipendemente da come si concluderà il primo major della stagione. Un ritiro quasi certo annunciato a gennaio del 2019, il successivo intervento chirurgico e la protesi all’anca che gli hanno permesso di iniziare una nuova carriera. Nelle ultime stagioni Murray ha sempre dovuto lottare contro avversari più giovani e meno logorati dagli anni nel circuito e dai problemi fisici. Ma nessuno potrà dimenticare quello che ha fatto nei primi due turni di questo Australian Open, ricordando a tutti come ha fatto, nell’ormai lontano 2016, ad arrivare al numero uno della classifica mondiale.

Il tabellone non lo aveva di certo favorito, proponendo a Sir Andy Murray un esordio contro il nostro Matteo Berrettini. Ma dopo una battaglia infinita, con tanto di match-point annullato nel quinto parziale, il giocatore britannico aveva avuto la meglio, guadagnandosi un secondo turno che valeva quasi quanto la vittoria di un torneo. Benzina finita dopo aver raggiunto l’obiettivo? Neanche per sogno. Andy, sotto per 4-6 6-7 2-5 contro Thanasi Kokkinakis ha ancora una volta rifiutato la sconfitta, finendo per vincere una sfida leggendaria dopo cinque ore e quarantacinque minuti di gioco. La seconda partita più lunga della storia del torneo, dopo la finale del 2012 tra Djokovic e Nadal. Per Murray si è trattato della rimonta numero undici in carriera dopo essersi trovato indietro per due set a zero: è il nuovo record assoluto nell’Era Open, iniziata nel 1968.

Andy Murray

Dal 2006 al 2023, Andy Murray ha fermato il tempo

Era il luglio del 2006 quando Murray, a 19 anni, otteneva la prima rimonta in carriera da 0-2. In una sfida di Coppa Davis del Gruppo 1 (la cosiddetta “Serie B”), il futuro numero uno ebbe la meglio sull’israeliano Andy Ram per 2-6 4-6 7-5 6-2 6-3. Il giocatore britannico avrebbe poi ripetuto l’impresa altre dieci volte, a partire dalla storica vittoria su Richard Gasquet negli ottavi di finale di Wimbledon 2008, dopo essere stato indietro di due set e un break nel terzo, con il francese al servizio per chiudere il match sul 5-4 in proprio favore. Indimenticabile il punto con cui Murray conquistò il terzo parziale, giocando un passante di rovescio a una mano praticamente dalla tribuna laterale ed esultando come se avesse vinto l’incontro. Sempre contro Gasquet, Andy avrebbe rimontato da 0-2 anche nel primo turno del Roland Garros 2010, diventando un incubo per il giocatore d’oltralpe.

Ma tra tutte le rimonte, forse la più importante per Murray è stata quella messa a segno nei quarti di finale di Wimbledon 2013 contro Fernando Verdasco. Infatti, dopo essere risorto da una situazione quasi compromessa contro lo spagnolo, Andy avrebbe poi battuto Jerzy Janowicz in semifinale e Novak Djokovic in finale, per vincere il suo primo titolo a Wimbledon. Molto significativo anche il “comeback” realizzato nel primo turno del Roland Garros 2016 contro Radek Stepanek. In quel torneo Andy raggiunse la finale, la sua unica (almeno per il momento) all’Open di Francia. L’anno precedente, proprio a Parigi, Murray aveva invece sfiorato – senza però riuscire a completarla – una strepitosa impresa contro Djokovic, portandolo al quinto set dopo aver perso i primi due. Forse la più grande delusione per lo scozzese in un match recuperato dallo 0-2 al 2-2. Qualche passo falso, ogni tanto, lo fanno anche i migliori.

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