La 24h di Le Mans, nulla di più avvincente

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Dal 1923 c’è un evento sche scalda più di tutti i cuori degli appassionati dei motori. La 24h di Le Mans rimane ancora oggi la gara automobilistica più spettacolare che ci sia

24h di Le Mans del 1933
24h di Le Mans del 1933

Storia e regolamento della 24h di Le Mans

La prima edizione ha avuto inizio il 26 maggio del 1923 e si è conclusa esattamente 24 ore dopo. Da quel momento in poi sono stati pochissimi gli eventi che hanno avuto la meglio sull’organizzazione della gara, come ad esempio la seconda guerra mondiale che ha costretto allo stop dal 1940 al 1948. Neanche il Covid è riuscita a fermarla, risultando determinante sola nella scelta delle date che dal classico giugno è stata spostata a settembre, con buona pace di tutti gli appassionati. La gara si disputa su un tracciato di circa 13 chilometri utilizzando per buona parte strade cittadine e tratti di circuito semipermanente.

Negli ultimi anni sono stati apportati molti cambiamenti di regolamento, anche dal punto di vista fisico del circuito. Lo scopo è quello di salvaguardare l’incolumità di piloti e spettatori, visto che per lunghi tratti il circuito passava molto vicino agli edifici circostanti. Ad aggiudicarsi la vittoria è la vettura percorre il maggior numero di chilometri in 24 ore. Una regola molto chiara e semplice che trova però un episodio particolare nella celeberrima edizione del 1966. Al termine della gara, famosa soprattutto per il duello Ford-Ferrari, proprio la scuderia americana riesce nell’impresa di piazzare due auto quasi contemporaneamente al traguardo. Tutti hanno pensato ad una vittoria a parimerito, ma così non è stato. La vittoria è stata assegnata alla vettura numero 2, quella che in griglia di partenza era partita più dietro e per questo aveva percorso 20 metri in più. Follia se si pensa che in media nella gara si percorrono cinquemila chilometri.

24h di Le Mans del 1966
24h di Le Mans del 1966

Vetture, vittorie e date storiche

Nel Corso degli anni sono molte le leggende nate su questo tracciato. Nelle prime edizioni, la Bentley era padrona indiscussa della competizione, vincendo 5 volte tra il 1924 e il 1930, prima ancora delle 4 vittorie consecutive del biscione dell’Alfa Romeo, grazie al celeberrimo Tazio Nuvolari. Per trovare la Ferrari sul gradino più alto del podio, bisogna attendere il 1949. Alla prima edizione post seconda guerra mondiale, la coppia Chimenti-LordSelsdon portò il cavallino al trionfo per la prima volta. La gara però che più di tutte ha segnato la storia del’automobilismo si è disputata nel 1955. In quell’occasione, dopo poche ore dal via, Pierre Levagh durante un tentativo di sorpasso, impatta contro un’altra vettura. Il risultato di quell’incidente: 83 morti e 120 feriti tra il pubblico. Da quel giorno il mondo dei motori non è stato più lo stesso.

Proseguendo in ordine cronologico oltre alla già citata bgara del 1966, gli anni ’70 hanno regalato diverse emozioni. Nel 1970 si siede per la prima volta al tavolo dei vincitori la Porsche. La scuderia tedesca detiene ancora oggi il record di vittorie, diciannove, grazie alla coppia Hermann-Attwood. La stessa edizione è passata alla storia anche per un altro importante motivo. In quell’occasione venne eliminata per la prima volta la cosiddetta “partenza Le Mans”. Questa partenza prevedeva che tutti i piloti si trovassero allineati fuori dalle proprie vetture e una volta partita la gara, correre in auto e partire il più velocemente possibile. Nell’edizione del 1969 però, l’allora pilota più famoso di Le Mans, Jacky Ickx, protestò platealmente, camminando lentamente verso la propria vettura in modo da dimostrare a tutti la pericolosità di tale partenza.

La celebre "partenza Le Mans"
La celebre “partenza Le Mans”

Gli ultimi anni

A cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio il re indiscusso dell’evento è stato Tom Kristensen, danese classe ’67, che ha superato proprio Ickx nel computo totale delle vittorie, nove, di cui sei consecutive. Grazie anche all’aiuto dei “nostri” Emanuele Pirro e Rinaldo Capello, ha portato prima la Bentley e poi l’Audi sul gradino più alto del podio. Nel 2012 per la prima volta nella storia a trionfare è stata una vettura ibrida. L’Audi R18 e-tron ha spianato la strada a tutte le altre vetture di questo tipo tanto è vero che negli ultimi nove anni hanno trionfato esclusivamente macchine ibride. Ultimamente sono cambiate molte regole e i costi per partecipare alla gara sono diventati insostenibili per molte squadre che di fatto hanno abbandonato la gara. Tra queste anche Audi, seconda nella classifica all-time delle vittorie a Le Mans con 13.

Tra le vetture più gettonate delle ultime edizioni c’è sicuramente la Toyota. La scuderia giapponese ha trionfato nelle ultime tre edizioni consecutive dopo l’incredibile beffa nell’edizione 2017. In quell’occasione la vettura di NakaJima, in testa alla gara per circa 23 ore, ha visto sfumare la vittoria all’ultimo giro quando il motore ha smesso di funzionare, regalando di fatto la vittoria alla Porsche, l’ultima per i tedeschi. Dopo quel disastro la Toyota ha cambiato marcia. Si è affidata a piloti esperti anche in altri ambiti come Fernando Alonso raggiungendo risultati straordinari.

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